Verso una qualità sufficientemente buona: sull’evoluzione del web e la flessibilità figurata

Più che un articolo è un breve editoriale quello su cui rifletto da un po’.
Lo spunto viene dal lavoro di ogni giorno e dalla sua costante evoluzione verso realizzazioni diversamente attese, dalla conseguente evoluzione del concetto stesso di qualità e di come esso trovi (o a volte non trovi) applicazione in ambito di progettazione, e più che mai di progettazione web.
Raccontami una storia, ma raccontamela bene.

Occuparsi di contenuti web non significa riempire degli spazi vuoti.
Significa investire, rischiare e costruire un legame con l’utente che può essere lettore o contributore e molte altre cose ancora.
Un processo. Rendere flessibile il Visual Design.

Il progettista visivo inserito all’interno di un sistema complesso di figure professionali, metodologie esistenti ed improvvisate, tempistiche e budget più o meno ridotti è costretto ad dover garantire flessibilità, gestione completa dell’imprevisto e adattabilità alle diverse tipologie di approccio alla realizzazione di un prodotto.
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E-commerce: l’acquisto online come esperienza d’uso

Creare un e-commerce non è mai facile, dal punto di vista della progettazione sono tante le variabili da tenere in considerazione, ma quella in assoluto che deve essere seguita per tutta la fase produttiva è rendere l’esperienza d’uso del sito il più semplice e intuitiva possibile per l’utente.
Chi progetta un sito da spesso per scontate molte procedure online o acquisite da parte degli utenti.
Progettare con strumenti digitali

Avete mai provato a condividere un prototipo su carta del vostro progetto di interaction design con persone al di fuori del vostro ufficio?
Di sicuro avrete affrontato sessioni più o meno lunghe allo scanner, seguite probabilmente da fasi di fotoritocco ed inevitabilmente di impaginazione.
Saprete anche ogni minima revisione comporta la reiterazione di questo laborioso processo.












