UXconference: dal social reading al design d’interfacce per libri elettronici per bambini

D: Ciao Monica, raccontaci brevemente di te.
M: Ho trascorso una quindicina d’anni felici nella bella Scozia, alla Strathclyde Universtiy, dove c’era un piccolo ma perfettamente funzionale dipartimento di information science che ai tempi degli ipertesti aveva persino attirato Jacob Nielsen prima dei fasti americani. Io, dopo la laurea in informtica a Milano ci sono arrivata grazie ad una borsa europea e vi ho sviluppato con la formula dello “Split PhD’ con il JRC di Ispra la tesi di dottorato sui libri elettronici con l’accento sulla metafora del libro e la sua retorica. Da lì ho proseguito un cammino di ricerca nell’ambito dei libri e lettura elettronica. Un argomento che trovo estremamente affascinante. La lettura è un’attività così unica e personale e con tante sfaccettatura da renderla una delle mie preferite, anche meglio della Nutella! Ho esplorato l’aspetto interfacce in diversi ambiti, quello più naturale è stato l’ “Information Retreival”, un’altra delle mie passioni, visto che come diceva la mia mamma sono curiosa come una gatta pelosa! Ed in realta’ mi sono dedicata alla valutazione perche’ mi piace vedere come va a finire. Ora sono alle prese con l’affective computing e come possa rendere le valutazioni più complete ed utili. Essendo poi diventata mamma e probabilmente non essendo mai realmente cresciuta ho scelto recentemente di dedicarmi agli utenti di cui ho più esperienza. Da brava seconda-di-sei-tutte-femmine sono sempre stata felicemente circondata da bimbe (di più) e bimbi (pochi). A casa per la lettura abbiamo tutte una passione ereditata da una mamma che leggeva di nascosto a scuola sotto il banco salvo commuoversi e farsi scoprire. Abbiamo vissuto in prima persona il social reading fin da piccole, tra libri condivisioni e coinvolgenti bibliotecari di paese, un’area ancora tutta da sviluppare. Felicemente rilocata all’USI di Lugano mi giostro tra software engineers e comunicatori, pur mantenendomi in stretto contatto con i mie colleghi a Glasgow. Le mie piccole donne nel frattempo crescono.
D: Cos’è UXconference secondo te?
M: Un modo per trovare persone con storie ed esperienze diverse e spesso complementari alla mia. Un’occasione in cui ritrovare lo slancio e l’entusiasmo. Un ambito in cui confrontarsi e misurarsi che non fa mai male, anzi!
D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?
M: Energia, novita’ collaborazioni, confronti e possibilità.
D: Di cosa ci parlerai a UXconference?
M: Del mio ultimo progetto per il design di interfacce per libri elettronci per bambini. Questa è la nuova frontiera della creativà e qui c’è ancora spazio per immaginare e creare sistemi veramente innovativi.
D: Spiegaci perchè il tuo speech porterà valore alla conferenza.
M: Aprirà una parentesi su un tipo d’utenza particolare, i bambini in varie fasce d’età, presentera’ una breve introduzione al libro elettronico di cui tanto si parla ma dal punto di vista di chi ci lavora da piu’ di un decennio, e poi si lancerà ad esplorare possibilità e potenzialità.
Oct 06, 2010 | Tematiche: Idee, strategie e innovazione, In evidenza | Tags: affective computing, babyexperience, bambini, ebook, librielettronici, social reading | Commenta »
DEDUCE in Progress, ovvero sull’usabilità dei sistemi interattivi
Questo articolo descrive la filosofia e gli obbiettivi del progetto DEDUCE: Design of new tools to express Emotions During User Centred Evaluation.
Un progetto partito nel gennaio del 2009 con il supporto della Swiss National Science Foundation.
continua la lettura
Apr 19, 2010 | Tematiche: Idee, strategie e innovazione, In evidenza | Tags: affective computing, design, emozioni, scenari, user centred, valutazione | Commenta »














