“La città del futuro vuole aspettare” - parla Agnese
Come vi avevamo anticipato vi presentiamo finalmente su UXmagazine il progetto vincitore del concorso “Il digitale e la città”, che ha messo in palio due posizioni di praticantato come User Experience Designer Junior in Sketchin. Il concorso chiedeva ai giovani aspiranti designer di presentarci la propria interpretazione degli scenari digitali che vedranno come protagonisti gli ambienti delle città nel prossimo futuro.
Il progetto di Agnese Selva, giovane art director laureata alla Naba di Milano, ha l’obiettivo di connettere i luoghi d’attesa della città, che si potrebbero trasformare così da nonluoghi a spazi di relazione e di valorizzazione, anche di alcune esperienze artistiche. I luoghi della città diventano così soggetti di una rete digitale.
La città del futuro vuole aspettare
Il mio concetto di rivalutazione dello spazio d’attesa e è fatto di azioni, produzioni e interventi che mirano a rivalutare gli spazi e i tempi d’attesa presenti in quasi tutti i servizi pubblici o privati di una città.
TagMyLagoon: guidare, informare e indirizzare i visitatori in città attraverso device mobili

E’ possibile immaginare di gestire i flussi turistici in una città come Venezia utilizzando la tecnologia in possesso degli utenti? E’ possibile guidare e fisicamente “spostare” verso le zone meno conosciute o battute della città un flusso di persone che nel 2008 ha registrato la cifra record di 20 milioni di presenze? Ma anche: qual è l’esperienza di interazione tra i visitatori, il loro device mobile, una rete wifi e un sistema di sensori passivi presenti in città? E ancora: è possibile “sensorizzare” una città con le caratteristiche di Venezia dove ogni campo, ogni ramo, ogni salizada, ogni rio, ma anche ogni singola pietra rappresentano un pezzo di storia in un contesto ambientale unico?
















