Appunti e spunti sull’esperienza d’uso


Articoli taggati ‘comunicazione’

Below-the-below: piccolo viaggio nella comunicazione degli spazi pubblici

Uno degli aspetti legati all’usabilità e alla user experience meno approfonditi è sicuramente quello della comunicazione tecnica verso l’utente finale.

Se da un lato esiste una letteratura piuttosto ampia e – si suppone – edita da esperti in materia (copywriter e redattori) che si occupano di redigere manuli d’uso e manutenzione, messaggi di errore, di corretto comportamento eccetera, dall’altro questa viene inspiegabilmente lasciata al caso. E ancora più incredibile è il fatto di come questo accada in maniera sempre più frequente nei luoghi pubblici.

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La creatività (in rete) ci salverà

creativity

Qualche anno fa Sir Ken Robinson fece un intervento al TED dal titolo “Do schools kill creativity?”: secondo la sua teoria, la creatività, al contrario del pensiero razionale, e la sua diffusione, diventerebbero sempre più strategiche e sostanziali in un mondo futuribile connesso, globale, duttile, decostruito, non incasellabile in discipline e in conoscenza governabile.

Allora, le parole di Sir Robinson mi sembrarono particolarmente visionarie e anticipatorie di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco in rete.

Sir Robinson, esperto di creatività e innovazione nell’educazione scolastica, parlava di come la creatività possa dare a tutti strumenti più efficaci per affrontare una realtà sempre più imprevista, sempre meno pianificabile e sempre più incline al mutamento e alla discontinuità.

L’elemento con il quale mi sento più affine a Robinson è per me un dato incontrovertibile: sempre più spesso il nostro nobile passato, trito e ritrito di leggi cartesiane e paradigmi ottocenteschi, ci ha impedito di guardare oltre e, soprattutto, di andare oltre.

Quello che invece sta accadendo (e la rete ne è diretta causa e conseguenza) è che sempre più spesso scienze e discipline, per potere affrontare e trovare soluzioni efficaci, si fondono, dotandosi di un pensiero nuovo, capace di sciogliere i confini, proponendo un concetto di intelligenza diversa ,variegata, transdisciplinare. La creatività è la chiave di accesso, ciò che ci permette e ci permetterà di gettare via le vecchie mappe. Ci aiuta a non avere paura di sbagliare, ad innovare pensando lateralmente e valorizzando la capacità di scavalcare le barriere deontologiche, cercando alternative inedite. Questo vale per tutto, ricerca scientifica inclusa (a questo proposito, consiglio la lettura del bell’articolo di Franco Bolelli sull’evoluzione del pensiero scientifico e il surf).

La Edge foundation, un think tank online fondato a New York, ha lanciato un dibattito, ponendo ad artisti, scienziati, scrittori, giornalisti un’unica domanda: “How is the internet changing the way you think?”. Ora io non sono stata interpellata, ma avrei sicuramente risposto che, attraverso la rete, la creatività sta diventando non solo elemento destinato a tutti e creato da tutti, ma un vero e proprio linguaggio semantico, e sta accelerando, a mio parere in maniera esponenziale, i processi di innovazione, nati dalla sempre maggiore capacità delle persone di espandere, valorizzare, mettere in mostra la loro creatività, la loro capacità di spiccare il volo.

La rete diventa ogni giorno di più fucina di talenti inaspettati: la casalinga che crea video ricette alla Tarantino, lo studente di fisica che trasmette un viral visto da milioni di utenti, smanettoni che si inventano iniziative di comunicazione a basso costo che hanno più impatto di una campagna costata milioni. E ancora, l’elemento visuale diviene per tutti, globalmente, linguaggio articolato (pensiamo solo alla modalità con cui le persone su YouTube rispondono a dei video con altri video, senza inserir commenti scritti).

Certo, l’estetica è diversa, cambiata: dimentichiamoci la comunicazione patinata o la correttezza grammaticale. In rete milioni di persone comunicano, scrivono, pubblicano, ma le regole e la qualità con le quali eravamo abituati a confrontarci sono diverse.

La potenza e la forza della rete permettono alla creatività di diffondersi e divenire elemento con cui le persone si esprimono e parlano, a volte sottovoce, a volte urlando. Strumenti di grafica, video editing, fotografia sono oramai accessibili a tutti.

La creatività diventa pop e lascia definitivamente le vecchie logiche di copywriting, diritti d’autore, egocentrismo pubblicitario, permettendoci di assistere alla creazione di un ambiente, quello della rete, che sta dotando e consentendo a tutti di espandere le proprie capacità - energetiche, neuronali, creative.

La rete genera e contribuisce a creare ricchezza, nuova intelligenza e inedite forme di comunicazione, spesso non controllabili, spesso alternative e sempre in evoluzione.

Sempre verso l’alto.

Una nuova ecologia delle capacità umane.


Per un processo rotondo e a misura d’utente: dal Due.1 alle necessità emergenti

ux1 Per un processo rotondo e a misura dutente: dal Due.1 alle necessità emergenti

Il discorso che vorrei affrontare questo mese si riallaccia in parte a un discorso già precedentemente trattato sulla qualità sufficientemente buona e in particolare sulla questione del processo di progettazione che si trova a mio avviso in un momento evolutivo carico, di aspettative e necessità da soddisfare.

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UXmagazine book1: la versione stampabile. Sempre con voi.

UXmagazine

UXmagazine è un magazine collaborativo generato dagli utenti. E quando gli utenti vanno in vacanza non possiamo fare altro che seguirli.

Così, per voi, nasce la coloratissima versione estiva e stampabile del magazine, che comprende le prime tre uscite da portare con voi sotto l’ombrellone, per non perdere più nemmeno un articolo!
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Creativi, Designer, Programmatori. L’incontro e lo scontro degli elementi per una user experience corretta

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Non tutti i siti web nascono come progetti web fini a se stessi, spesso nascono da un progetto di comunicazione più ampio che si sviluppa su più media.

Al creativo spetta il compito di elaborare un concept che segua il desiderio del cliente, al designer quello di tradurre la creatività in fattibilità, e nel caso del sito web, ai tecnici quello rendere il design in elementi funzionali e usabili.

Lo scopo principale di queste tre figure, è  “vendere” un progetto che abbraccia il fattore emozionale, il fattore funzionale e d’uso, e il fattore business.

Vediamo qualche consiglio per far convivere queste tre professionalità.

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Emergenza d’uso: il caso Abruzzo 2009

Emergenza Terremoto Abruzzo

In un contesto sempre più differenziato, in cui il web evolve velocemente e in numerose direzioni, si discute molto sulle tecniche di progettazione incentrate sull’esperienza utente e come debbano essere ricercate, analizzate e progettate. Si tratta di un ambito nuovo e in costante evoluzione, che interessa sia hardware che software ed ha origine da parole chiave come architettura dell’informazione, interaction design, visual design, user experience design e così via.
Un po’ meno dibattuto è, invece, il percorso che si deve fare, dopo (o ancor prima?) aver creato contenitori all’avanguardia, per pensare in modo completamente diverso anche la produzione dei contenuti che in essi vengono proposti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra utente ed informazione.

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Contenuti 3D all’interno di siti Flash, una nuova era di skip-intro?

3D content

Adobe Flash, prima Macromedia Flash, nasce nel 1996 come evoluzione da future ʻsplash animationʼ e fin da subito si pone come strumento principe per creare e rendere fruibili online animazioni vettoriali di grande impatto visuale.

Già le prime versioni di Flash offrono alcuni limitati strumenti di scripting agli sviluppatori che però vengono sfruttati molto poco, essendo inizialmente Flash un prodotto destinato allʼemergente figura dei web designer. In questo periodo storico la figura professionale dellʼinteraction designer è ancora in fase di gestazione, diventerà realtà concreta negli anni a venire man mano che la comunicazione multimediale diventerà sempre più preponderante.

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Progettare e vivere l'esperienza d'uso

Perchè non si può fare a meno degli utenti: Intervista a Stefano Bussolon

Lo scopo dell'usabilità è quello di minimizzare questi costi, e si preoccupa di progettare artefat

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Architettura dell'informazione

L’esperienza come bussola per la città

Come organizzare tutte le informazioni (tante ed eterogenee) sulla città? e che strumenti di ricerc

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Design delle interfacce e dell'interazione

Supportare il Project Work: caso di studio

L’utilizzo del web 2.0 nella didattica può servire per aggiornare ed arricchire le materie tratta

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Design visuale e della comunicazione

Scrivere per il web: le lezioni americane di Italo Calvino.

La centralità del lettore impone anche esattezza di progetto e di struttura, un filo di senso tra l

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Idee, strategie e innovazione

La prima edizione del Design Jam italiano in arrivo domani a Milano

L'obiettivo della giornata è innanzitutto lo scambio e il confronto, soprattutto in un ambito in cu

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