Below-the-below: piccolo viaggio nella comunicazione degli spazi pubblici
Uno degli aspetti legati all’usabilità e alla user experience meno approfonditi è sicuramente quello della comunicazione tecnica verso l’utente finale.
Se da un lato esiste una letteratura piuttosto ampia e – si suppone – edita da esperti in materia (copywriter e redattori) che si occupano di redigere manuli d’uso e manutenzione, messaggi di errore, di corretto comportamento eccetera, dall’altro questa viene inspiegabilmente lasciata al caso. E ancora più incredibile è il fatto di come questo accada in maniera sempre più frequente nei luoghi pubblici.
Emergenza d’uso: il caso Abruzzo 2009
In un contesto sempre più differenziato, in cui il web evolve velocemente e in numerose direzioni, si discute molto sulle tecniche di progettazione incentrate sull’esperienza utente e come debbano essere ricercate, analizzate e progettate. Si tratta di un ambito nuovo e in costante evoluzione, che interessa sia hardware che software ed ha origine da parole chiave come architettura dell’informazione, interaction design, visual design, user experience design e così via.
Un po’ meno dibattuto è, invece, il percorso che si deve fare, dopo (o ancor prima?) aver creato contenitori all’avanguardia, per pensare in modo completamente diverso anche la produzione dei contenuti che in essi vengono proposti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra utente ed informazione.


















