Il ruolo dei moduli nell’interazione tra utente e interfaccia web

Introduzione sulle modalità di interazione utente>interfaccia
Navigare, cercare, scaricare, aprire un file, modificarlo, ricaricarlo in rete, queste sono solo alcune delle più comuni azioni che compiamo quotidianamente quando navighiamo in internet, che sia per lavoro o per diletto l’utilizzo che facciamo della rete potrebbe concentrarsi nell’elenco di queste attività.
L’interaction design come progettazione di comportamenti sostenibili
La consapevolezza delle problematiche ambientali è un atteggiamento che si sta diffondendo in tutti i domini dell’attività umana, dalla politica alla produzione e alla comunicazione culturale.
I temi legati all’inquinamento atmosferico, al consumo energetico, al riciclo e smaltimento dei rifiuti assumono maggiore rilevanza anche tra i professionisti e i teorici della progettazione dell’interazione e di sistemi tecnologici innovativi.
A C.H.I. serve il design?
Ho sostenuto l’esame di ergonomia, all’Università di Padova, nel lontano 1992. Ho creato il primo sito web (il sito ufficiale del dipartimento di Psicologia Generale, sempre a Padova) nel 1996. Sono stato cultore della materia nel corso di Ergonomia dal 1997 al 2000. In quel periodo ho iniziato ad occuparmi di usabilità dei siti internet. Negli ultimi anni mi sono occupato di architettura dell’informazione, e agli aspetti teorici e pratici della classicazione ho dedicato la mia tesi di dottorato.
Credo dunque di potermi definire un esperto di interazione uomo computer, per gli amici C.H.I. (computer human interaction).
Da qualche anno, però, nell’ambiente si parla molto meno di C.H.I (o H.C.I) e molto più di Interaction Design. A sugellare il cambio di nome, uno dei manuali più importanti di HCI, Rogers et al. (2007), nelle ultime edizioni titola, appunto, Interaction Design.
Mobile e interazioni precarie

Una delle più grandi sfide che si prospetta per gli UX designer è la progettazione di prodotti, applicazioni e servizi per il mobile capaci di rispondere a esigenze e priorità nuove, che ben si differenziano da quelle derivanti dai contesti “statici”.
In questo breve intervento, vorrei evidenziare come un approccio esperienziale al mobile design è una delle strade più interessanti per la progettazione di prodotti e servizi che non siano la semplice versione mobile d’interfacce già esistenti.














