Appunti e spunti sull’esperienza d’uso


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UXconference: UXstrategy e Global User Experience

Tiziano e Mirco

D: Ciao Tiziano e ciao Mirco, raccontateci brevemente chi siete e da dove venite.

M: Mirco Pasqualini, Digital Creative Director. Ho iniziato a lavorare nel modo Digital dal 1995 attraverso diverse esperienze lavorative che mi hanno fatto fondare società’ come Ootworld, lavorare come freelance e direttamente come fornitore verso clienti diretti. Negli anni, l’esperienza accumulata lavorando con clienti e progetti spesso fuori dal territorio italiano, mi ha permesso di avere sempre una visione più chiara delle chiavi di successo di un progetto, dalla sua progettazione, dal modello di sviluppo, all’organizzazione del team dedicato fino alle tecnologie ed il loro uso creativo.

T: Sono nato in Puglia, terra d’emigrazione. Ho lavorato in diverse città d’Italia e fatto mestieri sempre leggermenti differenti. Attualmente vivo a Milano, una città che si è rivelata meno orribile di come i pregiudizi di meridionale la immaginavano. Mi piace osservare le persone mentre sono in giro, sui mezzi pubblici, per strada, nelle auto in coda. Per questo motivo spesso rischio di essere scambiato per pazzo od importunatore. Devo parlare anche di lavoro? Ok. Lavoro per TheBlogTV nel dipartimento UX, mi occupo di definizione delle caratteristiche dei progetti.

D: Cos’è UXconference secondo voi?

M: UXconference per me è un occasione per confrontare esperienze di sviluppo di modelli di UX in diversi settori, analizzando come le tecnologie vengono utilizzate con metodi creativi finalizzati a costruire nuovi ed interattivi modelli. Non esiste un modello, una regola in questo ambiente e settore ma esiste un “buonsenso”, una conoscenza e coscienza di modelli funzionali con i quali guidare gli utenti a vivere determinate esperienze con progetti e prodotti.

T: Anche per me UXcon è un’occasione di confronto e condivisione. Cercherò di apprendere il più possibile. In quanto esseri umani siamo naturalmente predisposti a trasmettere un messaggio o un’idea verso il futuro e gli altri. Spesso li riproponiamo identici a come li abbiamo appresi ma a volte apportiamo modifiche, tentando di migliorarli. UXcon è un tentativo di migliorare il messaggio e l’idea della UX.

D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?

M: Dalla conferenza io credo ci si debba attendere una nuova percezione di come deve essere svolto e vissuto lo sviluppo di progetti interattivi. Sempre più’ le agenzie di Advertising, le agenzie Digital, e le agenzie Tecnologie e funzionali si muoveranno verso una nuova realtà di agenzie multi disciplinari che chiameremo UX Strategy Agency. In futuro non esisterà la “campagna di Comunicazione”, “La comunicazione digitale”, e tanto meno il “Product brand identity” ma solo una Global User/Brand Experience.

T: Dobbiamo attenderci spunti per la riflessione ed il lavoro di tutti i giorni. Chiarezza, idee e metodologie per trasformarle in procedure attuabili all’interno del panorama aziendale. La maturità del concetto di UX deve essere accompagnato da risultati tangibili. La tangibilità corrisponde, passando prima per altre forme, a valore economico. Attendo un passo avanti verso il palesarsi del valore economico della UX per un’azienda. Attendo anche dei buoni pasticcini.

D: Di cosa ci parlerete a UXconference?

T: Parlerò di UX Strategy. Il mio intervento proverà a ricalibrare l’idea erronea, comunemente diffusa nelle aziende, che vede UX come afferente all’area della produzione artistica e visuale (solo interfacce belle e funzionali) per posizionarla invece al centro della strategia di business. Parlerò di come strutturare un dipartimento UX aziendale che funga da “nodo” strategico fra Business Development, Content Management, Marketing e IT.

M: Parlerò di come vanno visti, vissuti e pensati i progetti in termine di Global User/Brand Experience e di come questo approccio migliori i risultati di ogni operazione senza influenzare i costi d’investimento.

D: Spiegateci perché il vostro speech porterà valore alla conferenza.

T: Abbiamo deciso di fare uno speech comune per intrecciare le nostre caratteristiche personali e professionali differenti. Per rendere da più punti possibili, alcuni più teorici ed altri più pratici, il concetto di UX come importante nella vita di un’azienda.

M: Il nostro speech porterà valore alla conferenza in quanto nasce, appunto, da esperienze reali, tangibili. Esperienze che vengono condivise per far crescere la Community-Knowledge. Non saremo puramente teorici e/o astratti nei nostri speech, e per questo motivo il nostro lavoro sarà di sicuro aiuto a chi lavora nell’ambiente interactive e non solo.


UXconference: la buona user experience come risultato di una collaborazione

nicola bonora UXconference: la buona user experience come risultato di una collaborazione

D: Ciao Nicola, raccontaci brevemente di te.

Lavoro al servizio di Mentine.net, web agency di Bologna specializzata in redesign. Il mio ruolo è al confine tra la progettazione e l’accounting (posto che questo confine abbia un senso di esistere, nel nostro mercato), ma in passato mi sono occupato di web design sia come sviluppatore, che come progettista, che come team leader, quindi con una netta progressione dal fare tutto al non fare nulla…
Il mio pallino rimane quello dell’architettura dell’informazione, relativamente a cui ho un rapporto di umile deferenza, da geometra più che da architetto.

D: Cos’è UXconference secondo te?

Primo aspetto: credo che sia una bella opportunità di confronto tra tutti gli attori che contribuiscono giorno per giorno alla costruzione degli “ambienti” virtuali, quelli senza sorrisi e strette di mano e sudore e rumori, insomma senza persone in carne e ossa, quelli in cui l’utilizzatore si aspetta tutto e subito, a tempo di apprendimento zero e sforzo ancora minore. Un mestiere ansiogeno, se lo vedi così.
Secondo: personalmente sono ossessionato dal condividere tutto questo con chi deve “comprarci”, con il mercato delle organizzazioni che affrontano un progetto on-line: la buona user experience non può essere il suono di una sola mano, il committente ha la responsabilità più grande in questo processo, è bene che lo sappia (suona minaccioso eh?).
Ben venga quindi la partecipazione di imprenditori, manager, responsabili di progetto che si occupano dell’on-line in azienda: l’evento può essere un momento importante di confronto non mediato per comprendere le rispettive visioni, limiti, dinamiche. Magari ne nascerà un “everybody-centered design”…

D:Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?
Da questo evento sarebbe bello uscire con una prospettiva, un mosaico un po’ più coeso di quello potenzialmente limitato che quotidianamente ciascuno di noi rischia di costruire nel buio della propria cantina, e i cui risultati rischiano di diventare l’unica “verità”, in un mondo - e un mercato - che vive di mille verità. Tutte vere verità, per altro.
La user experience oggi va considerata in modo veramente ampio, risalendo la corrente come fanno i salmoni. Non solo il mio sito o la mia app, ma quello che c’è prima e dopo, a partire dal device, passando dal search, senza prescindere dall’acquario dei social network (bisogna farsene una ragione, gli utenti esistono…).
Per le aziende probabilmente è conclusa (se mai è esistita) l’epoca in cui potevano permettersi di considerarsi al centro di un sistema finito e misurabile; gli utenti sono altrove, in qualche modo e per qualche ragione ad un certo punto della loro vita on line passano dalle nostre parti, e siccomenon c’è user experience senza user, se non siamo in grado di offrirgli un’esperienza soddisfacente non saranno clementi né clienti, al limite parenti.
Parlerei - dal lato dell’azienda - della necessità di creare e coltivare una brand experience. Una roba da nulla.

D: Di cosa ci parlerai a UXconference?
Sfido la sorte con un argomento di una noia mortale: le form.
Con le form abbiamo a che fare continuamente nella nostra esperienza on line:

  • i 500 (ad oggi) milioni di utenti di Facebook hanno compilato una form (e non si è nemmeno consumata)
  • per acquistare un libro su Amazon, dobbiamo fare lo stesso
  • pagare un f24 on line significa né più né meno compilare una form
  • nei blog, si commenta un post compilando una form
  • eccetera, eccetera, e ancora eccetera

L’intervento si concentra quindi su una fase drammatica e molto delimitata della user experience on line, quella che costituisce allo stato attuale il vero punto di contatto con l’emittente (l’azienda, l’amministrazione ecc. ): la compilazione di un modulo. Fallisci qui, e tutto quello che hai fatto prima e dopo sarà spazzatura.
Quello che vedo nel lavoro di tutti i giorni, da mestierante ma anche - e soprattutto - da utente, è una generale sottovalutazione degli aspetti tecnologici (sempre meno, in verità) e percettivi/emotivi (e qui invece c’è tanto da fare) della realizzazione di una form.
La frustrazione che deriva da un campo dall’etichetta ambigua, da un feedback che non arriva, da una pagina bianca dopo il click su “invia” e da tantissimi altri piccoli segnali è determinante non solo nel successo del nostro progetto (una vendita, una iscrizione, un contatto commerciale), ma anche nella percezione del brand, nel modo in cui l’utente parlerà (male) di noi, nella possibilità che ritorni o che - sciagura! - passi alla concorrenza. One click away, si diceva un tempo…
Parliamo di numeri? Test clinici (ho sempre sognato di dirlo) dimostrano fino ad un 30% di redemption in più per form progettate correttamente, rispetto a quelle progettate da me ;)

D: Spiegaci perché il tuo speech porterà valore alla conferenza.

Entrando in modalità guru, vorrei parlare dell’infinitamente grande partendo dell’infinitamente piccolo. Ammiro chi riesce a trasmettere precetti partendo dalle piccole cose, così ho pensato (umilmente, eh) di parlare di un aspetto preciso, limitato e misurabile per trasmettere in realtà il fondamento per così dire sistemico della user experience: ogni fase dell’esperienza è cruciale, la user experience è il sistema.
Credo che l’impalpabilità dell’argomento UX richieda esemplificazioni e semplificazioni, al limite anche banalizzazioni, per riportare i massimi sistemi alla vita di tutti i giorni. Solo così si può pensare di divulgare, per creare nel mercato un’esigenza espressa consapevolmente. Con, in prospettiva, alcuni interessanti risultati attesi:

  • un generale innalzamento della qualità dell’esperienza utente
  • una qualificazione crescente della domanda
  • un conseguente miglioramento dell’offerta
  • la continua crescita ed espansione dei servizi on line

Se poi il tutto risultasse noioso, ho in serbo una barzelletta sui programmatori.


UXconference: la costruzione globale dell’esperienza d’uso

piero rivizzigno UXconference: la costruzione globale dellesperienza duso

D: Ciao Piero, raccontaci brevemente di te.

P: Laureato in Ingegneria Elettronica ma di fatto un Matematico. Mi sono sempre occupato di tecnologie della collaborazione che un tempo andavano sotto il nome di CSCW, Computer Supported Cooperative Work, poi commercializzate come Groupware e adesso sperse nelle varie tecnologie web 2.0. Attento ai temi del design,  nel 2000 ho creato quello che credo sia stato uno dei primi Usability Lab in Italia. ho creato e venduto due aziende di successo la Perseo e la Framfab Italia rispettivamente alla Ernst&Young e alla ATKearney. Attualmente sono impegnato nel lancio di Glossom, www.glossom.com, un social media network per visual creatives, che senza i clamori della stampa e della comunità internet italiana si sta affermando come una delle applicazioni leader nel suo settore a livello globale.

D: Cos’è UXconference secondo te?

P:Potenzialmente un luogo dove incontrare persone interessanti, augurabilmente qualcuno con una passione genuina sui temi del design digitale.

D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?

P: Vorrei capovolgere la domanda. Cosa non vorresti trovare alla conferenza? Autocelebrazione e piagnistei di gruppo.

D: Di cosa ci parlerai a UXconference?

P:Parlerò dell’esperienza reale nel  design della User Experience di Glossom dal punto di vista chi ha in mano contemporaneamente le redini dello sviluppo e i cordoni della borsa.

D: Spiegaci perché il tuo speech porterà valore alla conferenza

P: Perché sarà genuino, no frills.


UXconference: i limiti della prototipazione

memibeltrame uxmagazine UXconference: i limiti della prototipazione

D: Ciao Memi, raccontaci brevemente di te.

M: Lavoro in Liip, un agenzia specializzata nello sviluppo agile di applicazioni web custom. Il mio ruolo è Head of User Interaction, per cui mi occupo di progettare concetti di interazione e monitorarne l’implementazione. Coordino anche il training dei nostri sviluppatori per essere certo che credano nella User Experience come in qualcosa di utile e indispensabile, e non solo un peso maggiore. Possiedo un diploma in cinematografia e adoro scattare foto e chiaramente andare al cinema. Sono figlio di emigranti italiani ma sono nato e sono cresciuto in Svizzera.

D: Cos’è UXconference secondo te?

M: È un’opportunità per i professionisti della UX di scambiare idee, condividere esperienze e costruire un network nel proprio bacino di riferimento.

D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?

M: Un sacco di input ispiratori e nuovi amici!

D: Di cosa ci parlerai a UXconference?

M: Il mio talk parla dei limiti della prototipazione e si focalizzerà su tre tipi di limitazioni:

  • i dati
  • il dilemma accuracy/speed
  • la politica di microscalabilità dei progetti

D: Spiegaci perché il tuo speech porterà valore alla conferenza.

La prototipazione risolve molti problemi, ma ci sono alcune trappole che possono rendere il lavoro veramente difficile e sprecare un sacco di energia creativa. Voglio contribuire illustrando queste questioni, aumentare la consapevolezza dei partecipanti e aiutare a prevenire situazioni difficili.


UXconference: metafore e realtà della comunicazione visiva e del design

massimiliano scognamiglio UXconference: metafore e realtà della comunicazione visiva e del design

D: Ciao Max, raccontaci brevemente di te.

M: Oggi guido creativamente Dnsee, una delle realtà più dinamiche del mercato italiano, con clienti di altissimo spessore che hanno imparato a conoscere il mondo della comunicazione su Internet e sono sempre più esigenti nella richiesta di soluzioni intelligenti, funzionali e coerenti con i loro obiettivi di business.

Lavoro come creativo e imprenditore su Internet dal 1994, ho vissuto da protagonista la prima onda di Internet e ne ho superato indenne il suo crollo.
Crollo che in realtà, visto con il senno di poi, fu una sana scrematura del superfluo, ovvero l’era delle “dot com”.
Ho partecipato alla costruzione dell’infrastruttura concettuale e tecnologica di quello che oggi chiamiamo web 2.0 (e ben presto, molto presto web 3.0).
Oggi abbiamo costruito le infrastrutture ed il mondo è pronto. Per questo motivo l’obiettivo principale di chi fa il nostro lavoro è quello di creare nuove metafore che aiutino ad interagire con un mondo sempre più complesso ed interconnesso.

La costruzione delle nuove metafore per rappresentare e manipolare il reale è la nuova vera frontiera.

D: Cos’è UXconference secondo te?

M: La UXconference è un momento fondamentale di confronto con i colleghi italiani ed europei su temi a me molto cari - e fondamentali oggi - ovvero la trasformazione del concetto di interfaccia utente.
E’ inoltre un momento di profonda riflessione sulla rappresentazione dell’informazione e di come tale rappresentazione cambi in relazione ai device in uso, quelli propriamente detti (computer, telefoni, televisori) e quelli “meno esplicitati” (interruttori, strumenti di segnalazione varia, cruscotti di automobili, pannelli di ascensori, ecc.), alle condizioni di visione e al luogo della sua rappresentazione.

Ovvero una realtà diffusa di informazioni da rappresentare e da manipolare, o ancora meglio una realtà che di per se è informazione che va interpretata attraverso strumenti sempre più specifici e diretti.

D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?

M: La conferenza, le conferenze in genere, devono essere sempre un punto di partenza più che d’arrivo. Devono servire per gettare i semi che poi nella dura realtà di tutti i giorni, verranno fatti germogliare. Io personalmente quindi mi aspetto una conferenza che mi provochi, che non mi dia soluzioni ma ponga nuove domande, mi aspetto di vedere come altri colleghi stiano affrontando il nuovo mondo che evidentemente si è palesato ad esempio dal mobile o dall’invasione del salotto con dispositivi sempre più potenti e semplici.

Io vedo uno scenario dove le “applicazioni” ed “i siti” iper generalisti che “risolvono molti problemi” a gruppi di persone eterogenee andrà sempre di più sparendo per far posto ad applicazioni iper verticali, su device iper personali.
In tale scenario l’experienza utente è fondamentale, non solo in termini di usabilità e di accessibilità ma soprattutto in relazione al coinvolgimento emozionale.

D: Di cosa ci parlerai a UXconference?

M: Parlerò quindi della realtà, della sua rappresentazioni, dellle metafore per rappresentarla, di come inizialmente si imitava la realtà, poi si è creata una realtà del tutto digitale che quindi era di per se rappresentazione.
Sembrano temi astratti in realtà qualsiasi buon designer si confronta ogni giorno con queste tematiche tanto a livello concettuale che pratico/visuale. Un buon (visual) designer, un buon esperto di interface design, si pone ogni giorno la domanda “cosa devo rappresentare?” e su quali metafore (l’interfaccia utente è una metafora) posso basare la mia interazione con l’utente.

Il titolo del mio intervento è “Ascensori e web. Metafore e realtà della comunicazione visiva e nel design” è provocatorio ma soprattutto parte dal principio che solamente imparando a manipolare il reale si può immaginare il futuro del web che sempre di più è fuori dai browser ed è diffuso ovunque.

Chi di voi ha mai provato a progettare l’interazione con un ascensore? Vi sembra semplice? Come potrebbe evolvere?
Qualcuno ha mai ragionato out of the box su di un tema “consolidato” come questa semplice interfaccia? Partendo da queste domande, ne porrò di nuove, cercando di stimolare i partecipanti alla conferenza.

D: Spiegaci perché il tuo speech porterà valore alla conferenza

Il mio keynote sarà quindi basato su domande. Molte domande, alcune a tesi, altre con risposta aperta, altre senza una specifica ed immediata risposta. Se ognuno dei partecipanti alla conferenza uscisse con più domande di quante ne avesse all’inizio allora reputerei un successo il mio intervento.


Per un processo rotondo e a misura d’utente: dal Due.1 alle necessità emergenti

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Il discorso che vorrei affrontare questo mese si riallaccia in parte a un discorso già precedentemente trattato sulla qualità sufficientemente buona e in particolare sulla questione del processo di progettazione che si trova a mio avviso in un momento evolutivo carico, di aspettative e necessità da soddisfare.

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UXconference 2009: successo e successi della prima edizione

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È arrivato finalmente il momento del primo bilancio per UXconference, la prima conferenza sull’esperienza utente organizzata da Sketchin qui a Lugano, che ci ha visti per una giornata accompagnatori e moderatori delle molteplici discussioni e riflessioni su esperienze passate e prospettive future in ambito di progettazione web, mobile e game.

UXconference ha visto infatti, secondo programma, un susseguirsi di speakers italiani e svizzeri provenienti da diverse discipline e ambiti, che ci hanno accompagnato in una carrellata di esperienze e casi di studio attraverso le tematiche su cui la conferenza si articolava, in una lunghissima giornata di interazione e scambio che ha permesso ai partecipanti di avere un quadro completo e sfaccettato in tema di user experience design.

Intervento di rilievo, nonchè tematica presente lungo tutta la conferenza, sottolineata dal costante tic tac del pomodoro, è stata la proposta di una metodologia di progettazione agile fornita da Francesco Cirillo che ci ha portato la sua lunga esperienza nel settore, cui abbiamo voluto rendere merito utilizzando la tecnica del pomodoro a scandire i diversi momenti della conferenza.

Ottima impostazione, da ripetere per la prossima edizione, è stata quella derivata dalla volontà di unire in un unico luogo professionisti di diversi settori, e soprattutto dei due ambienti di ricerca, quali quello aziendale e quello universitario,  che ci ha permesso di osare oltre i limiti delle classiche conferenze di taglio business o di ricerca, e voler unire le due realtà per poter parlare di innovazione nei luoghi in cui l’innovazione nasce e si sviluppa.

Questo ci ha permesso di avere, accanto a interventi quali il divertente e interessante speech di Leandro Agrò con l’iCrocco e l’iTopo, Massimo Pettiti e Alessandro Galetto sul mobile,  Stefano Bussolon che ha approfondito l’aspetto motivazionale, Fabio Sergio e Gianluca Brugnoli in due interventi affascinanti e pieni di spunti, lo speech di Monica Landoni, che ha riscosso un grande successo, Memi Beltrame che ci ha parlato di metodologie di progettazione e collaborazione da Zurigo, l’intervento di Elisa Rubegni sull’interazione in luoghi fisici, nonchè in registrazione Federico Fasce che ci ha parlato di Playful UX.

Nel complesso ne è emersa una conferenza ricca di sfaccettature e nuove proposte di riflessione in tutti i temi che si imponeva di trattare. Risultato inatteso è stato inoltre l’orientamento alla baby user experience, tematica trattata in diversi interventi, e che ci ha dato un’ulteriore conferma sulla riuscita di un evento che proprio sull’esperienza del futuro voleva mettere l’accento.

Non rimane dunque che ringraziare tutti i partecipanti, sposor, media partner e supporter, e con UXconference, darci appuntamento al prossimo anno.

Buona lettura.


UXconference: la nuova conferenza sull’esperienza d’uso che apre le frontiere all’innovazione

experience

UXmagazine vi presenta finalmente UXconference, la nuova conferenza in ambito di User Experience che si propone come luogo di incontro e di scambio, di conoscenza e proposta delle ultime novità in materia di esperienza d’uso.

L’evento, che si terrà a Lugano giovedì 3 dicembre, si presenta come una conferenza incentrata sulla tematica dell’interazione discussa nei suoi differenti ambiti, che includono la sezione Mobile e Playful, oltre alla Progettazione Agile, per sondare quelli che sono gli ultimi orientamenti del settore.

Parliamo quindi di una focalizzazione multidisciplinare sulle innovazioni che si stanno delineando, con la volontà di offrire a tutti gli esperti del settore, a imprenditori, aziende e professionisti l’opportunità di conoscere o anche di presentare innovazioni che possano portare a riflessioni sulle nuove possibilità in ambito di Esperienza utente (User Experience Design o UxD), Design dell’Interazione (Interaction Design o IxD), Architettura dell’Informazione (Information Architecture o IA), Design Visuale e Comunicazione (Visual and Communication Design), perchè progettare l’esperienza utente significa abbracciare una vastità di discipline tutte fittamente interconnesse fra loro e in costante evoluzione.

L’evento si rivolge a esperti, imprenditori, professionisti e aziende che vogliono conoscere le ultime novità del settore e creare nuove sinergie, per questo il programma si svilupperà in diversi momenti e con diverse tipologie di intervento attraverso quattro moduli fondamentali: strategia e innovazione dell’esperienza utente, design agile, mobilità e giocabilità. Gli interventi trattteranno quindi scenari, previsioni, indicazioni sul mercato e sulle modalità di utilizzo dei servizi, applicazioni, dimostrazioni e prototipi, demo di servizi e prodotti nuovi e funzionanti e brevi pitch con spunti o nuove idee.

Con UXconference vogliamo quindi porre al centro l’innovazione, e per questo vi invitiamo a non mancare questo appuntamento, come partecipanti o come relatori.

Vi aspettiamo, a UXcon.


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