I metodi e le tecnologie a supporto della UX nell’industria del gaming: opportunita’ e scenari futuri.
L’industria dell’entertainment e del gaming ci ha abituati in questi ultimi anni a delle importanti innovazioni nel modo con cui interagiamo con le console di videogiochi.
L’ esempio più conosciuto è senz’altro quello della Nintendo Wii, che, con un controller non più direttamente inserito nella console, ci ha fatto sudare, ridere e divertire con le partite di golf, gli incontri di pugilato o suonando a dei concerti rock. Presto per la nostra esperienza d’uso dovrebbe essere stravolta dalla novità di casa Microsoft, il Natal Project, che promette di far diventare gli utenti stessi dei controller. Cerchiamo allora di capire cosa c’è dietro questi dispositivi e come funzioniano, cercando di svelare un po’ i trucchi di questi veri “maghi del divertimento”.
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I videogame come sperimentazione dei nuovi paradigmi di interazione uomo-macchina

Quando Nintendo Wii fu lanciata sul mercato in molti pensavano si trattasse di un esperimento rischioso.
Stravolgere il paradigma e mettere al centro dell’esperienza di gioco “quello che fa il giocatore” piuttosto che “quello che succede nel videogame” era probabilmente un azzardo considerato il successo di Playstation e Xbox.
A oltre tre anni di distanza, anche Microsoft e Sony hanno però deciso di introdurre importanti novità nel sistema di controllo e di interazione tra i giocatori e le rispettive console, confermando così che quello di Nintendo più che un azzardo era una visione. Ecco i “rivoluzionari” sistemi di controllo presentati all’E3 di Los Angeles all’inizio di giugno 2009.
No pain no game: che sudata giocare!
Con l’introduzione nel mercato videoludico di Wii, ormai da oltre tre anni Nintendo ha rivoluzionato il concetto di videogame e console di gioco casalinga. Mettere al centro dell’esperienza le inter-azioni fisiche compiute dai giocatori piuttosto che lo schermo della TV controllato da millimetrici movimenti dei pollici, ha effettivamente abbattuto alcuni schemi classici e luoghi comuni tipici della percezione del videogame. E il game design trasforma l’interazione in sforzo fisico e lo sforzo fisico in allenamento, ecco che esplode un fenomeno di costume: il fitness-game.















