Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

Card Sorting: buone pratiche ed errori comuni a cura di Pietro Malerba

card sorting

L’organizzazione e la categorizzazione delle informazioni in un sito web è un elemento essenziale nell’ottica di una progettazione user centered.

Gli utenti devono essere in grado di orientarsi in un sito e di raggiungere, in maniera semplice, i contenuti desiderati.

Per questo motivo è importante coinvolgere non soltanto chi fornisce l’informazione, dal momento che, essendo una persona competente, in qualche modo ha una sua chiara idea di categorizzazione, ma anche gli stessi utenti, per capire cosa ne pensano e dove si aspettano di trovare determinati link, risorse e contenuti.

Problemi stringenti sono quelli della categorizzazione, ovvero l’atto di raggruppare le risorse in categorie che siano tra loro omogenee, e del labeling, che serve invece a trovare le giuste etichette per le risorse del sito.

La conoscenza è infatti immagazzinata nel nostro sistema cognitivo in forma di fatti, regole, immagini ed esperienze; quindi è fondamentale ridurre la complessità dell’ambiente attraverso il raggruppamento in categorie.

Un concetto viene definito in base ad una serie di attributi che determinano le caratteristiche della categoria alla quale appartiene, ma gli individui possono classificare uno stesso oggetto come appartenente a due o più categorie che presentano organizzazioni concettuali alternative, cioè altre possibili organizzazioni derivanti dalle inevitabili correlazioni esistenti tra diverse categorie e differenti ordini di conoscenze.

Uno dei più noti approcci user-oriented per far emergere i modelli mentali degli utenti sulle aspettative di categorizzazione della struttura dei contenuti di un sito web è il card sorting.

Il card sorting è la tecnica di elicitazione della conoscenza più usata nell’area dell’interazione uomo-computer per far emergere i modelli mentali degli utenti, rendendo esplicite le loro aspettative di categorizzazione dei contenuti (Bussolon, 2007).

I partecipanti raggruppano una serie di cartoncini, ognuno provvisto di un’etichetta, in insiemi che essi ritengono coerenti e propongono un nome per ogni gruppo di cartoncini creato.
Questo sistema costituisce un metodo efficace per rappresentare i modelli mentali impliciti degli utenti, rendendo esplicite le loro aspettative di categorizzazione dei contenuti. Conoscere i modelli mentali e le categorizzazioni implicite permette di organizzare le informazioni in modo che siano più facili da trovare e da utilizzare.

Progettista vs committente/cliente

Spesso nelle fasi iniziali di un progetto ci si trova a dover spiegare ai propri clienti perchè è utile svolgere un card sorting.

Inutile e pericoloso in questi casi è addentrarsi in concetti quali “differenti schemi di organizzazione”, “classificazioni gerarchico-enumerative” o “classificazioni multidimensionali”.

Basta spiegare che il card sorting è solo uno strumento per far coincidere gli scopi commerciali con gli obiettivi degli utenti. Si può condurre un test in due o tre giorni e ottenere risultati considerevoli che miglioreranno sicuramente il processo di design.

E’ importante (s)chiarire le idee al cliente in merito al test che si andrà ad effettuare. Il card sorting non è la “chiave di volta” per ottenere la perfetta e completa struttura di un sito. I clienti e gli stakeholders spesso, dopo una sommaria e indicativa spiegazione su cosa consista il test, presumono erroneamente che il card sorting produrrà una risposta chiara e precisa.

Perchè proprio il card sorting

Il card sorting può essere particolarmente utile quando abbiamo necessità di organizzare e categorizzare una quantità sostanziosa di contenuti e non abbiamo idea da dove partire oppure quando abbiamo uno schema organizzativo che sappiamo non essere adeguato e vogliamo conoscerne il motivo.

Inoltre può servire a confrontare due modelli organizzativi differenti e scegliere quello più valido. Solitamente il momento migliore per svolgere il test è dopo aver raccolto sufficienti informazioni sul dominio, sugli utenti e sui contenuti per focalizzare meglio le “risposte” che il test dovrà fornirci.

Basta come unico metodo di analisi?

No, assolutamente. Il card sorting ci aiuta a far emergere i modelli mentali degli utenti sulle aspettative di categorizzazione della struttura di un sito web (come pensano e raggruppano categorie e concetti) e ci dimostra come tale processo avvenga quasi sempre in maniera idiosincratica e altamente personale. Non ci dice, ad esempio, quali sono i bisogni, le skills, i task degli utenti oppure le aree più o meno importanti del sito, nonchè i punti di criticità. Interviste, focus group, sondaggi, test di usabilità sono alcune delle tecniche complementari che possono essere affiancate al card sorting.
E’ importante anche svolgere il card sorting nel momento più opportuno durante il processo di design. Spesso ho letto di card sorting svolti senza conoscere gli obiettivi del progetto, senza una chiara strategia o peggio ancora, in caso di redesign, senza un’attenta analisi preliminare come una survey piuttosto che un’audit dettagliata.

Card sorting aperto o chiuso

Il test può essere svolto seguendo due modalità, aperta o chiusa, tra le quali la differenza sostanziale consiste nella presenza o meno di una categorizzazione a priori.

Nella modalità aperta viene presentato all’utente unicamente l’elenco degli elementi e viene chiesto di organizzarli liberamente attribuendo ad ogni gruppo un’etichetta coerente. Questa modalità è quella utilizzata più frequentemente perchè ci consente di “esplorare” meglio i modelli mentali degli utenti e di valutare e confrontare i diversi gruppi creati. Possiamo anche decidere di non lasciare piena libertà agli utenti chiedendo loro di focalizzare l’attenzione su un particolare criterio di creazione dei gruppi (es. creare gruppi di elementi ed etichettarli secondo i punti di uno step di un particolare processo).

Nella modalità chiusa invece, viene presentato sia l’elenco degli elementi che l’elenco delle categorie definite a priori, quindi viene chiesto agli utenti di associare ogni elemento alle categorie prestabilite. Con questa modalità si raccolgono molte meno informazioni ma è comunque utile, soprattutto quando abbiamo una struttura che non può essere modificata oppure se dobbiamo aggiungere pochi nuovi contenuti ad una struttura esistente.

Raggruppare non significa categorizzare

Alcuni sostengono che un card sorting chiuso è utile non solo ad ottimizzare bensì a verificare la “trovabilità” delle informazioni in un dato gruppo di categorie. Ma classificare non è certo sinonimo di trovare. Donna Spencer nel suo libro “Card Sorting: Designing Usable Categories” sostiene infatti:

Classifying content and finding it are dramatically different tasks. If you want to know where people would look for content, you should ask where they would look for it, not ask where they would put it [..] If you want to learn where people would look for information, that’s what you should ask them.

Quanti cartoncini utilizzare e come scegliere i contenuti

Tra i 30 e 100 cartoncini è il range consigliato per effettuare un card sorting, evitando sia di mettere in difficoltà l’utente nella creazione di gruppi, sia di generare confusione e disperdere l’attenzione dei partecipanti al test.

La scelta dei contenuti è uno degli step più importanti. Non è sufficiente scegliere in maniera random diversi elementi o prendere semplicemente la sitemap di un sito e riportare i titoli delle pagine sui cartoncini: il rischio è quello di ottenere dei contenuti difficili da raggruppare in maniera coerente.
Quando affrontiamo un nuovo progetto, è bene creare una lista di contenuti che il sito dovrebbe includere attraverso interviste, questionari, free listing, indagini con gli stakeholder, focus groups; confrontarli e uniformarli in base agli obiettivi del sito ed estrapolare una lista di elementi per il test.
Se invece dobbiamo affrontare il redesign di un sito web, è bene analizzare i contenuti presenti con una content inventory per evidenziare eventuali patterns e selezionare elementi sufficientemente simili tra loro, che si prestano a formare potenziali gruppi. Possiamo anche selezionare elementi che non hanno una posizione precisa o difficili da categorizzare per studiare il comportamento degli utenti.

Test manuale “face-to-face” vs test online

Standard nel card sorting è la presenza fisica delle persone che svolgeranno il test, supervisionati da un facilitatore che ha un ruolo considerevole: deve infatti introdurre e spiegare lo scopo del test, deve chiarire eventuali dubbi, rispondere alle domande degli utenti, valutarne i comportamenti, registrare i loro commenti e riflessioni e spronarli ad esprimere ad alta voce i propri pensieri, sensazioni, opinioni, frustrazioni. Combinare il card sorting con la metodologia del thinking aloud ci aiuta a comprendere il loro “approccio globale” al raggruppamento, ad intuire quali sono gli elementi con i quali hanno avuto più difficoltà e le ragioni delle loro scelte. Infine, per l’analisi dei dati, si può utilizzare l’ottimo foglio di calcolo elaborato da Donna Spencer disponibile gratuitamente per il download.
Questo sicuramente è fattibile per test di piccole dimensioni che prevedono il coinvolgimento di pochi utenti.
Ci sono diversi studi e discussioni sul numero di partecipanti da coinvolgere in un test per ottenere risultati “statisticamente significativi”, uno su tutti quello di Jakob Nielsen che a questo proposito ha condotto un enorme numero di prove per stabilire quale fosse il “numero perfetto” di partecipanti. Secondo i suoi risultati il rapporto tra numero di persone coinvolte e problemi riscontrati ha un andamento asintotico verso un valore che evidenzia come al di sopra di una certa soglia non si abbiano più miglioramenti apprezzabili; quindi secondo Nielsen è inutile utilizzare troppi soggetti perché l’aumento dei costi non giustifica più il miglioramento dei risultati.

In alcuni casi invece si rende necessaria un’analisi quantitativa più che qualitativa e pensare di testare con il metodo standard un numero molto elevato di utenti, ad es. 100 o 200, è scoraggiante.
Per questo ci sono dei tools dedicati a questo compito che non solo ci permettono di svolgere il card sorting direttamente online ma ci aiutano di gran lunga nella fase dell’analisi dei risultati.
Una lista aggiornata di tools dedicati al card sorting la trovate in calce all’articolo ma una menzione particolare va a Netsorting, software tutto italiano sviluppato da Stefano Bussolon, che permette di “computare dinamicamente, on line, le analisi dei dati più importanti”.

Una proposta alternativa: Focus group card sorting

Se da un lato può essere interessante coinvolgere un gran numero di utenti in un card sorting online, la non presenza fisica rende sicuramente difficile l’interpretazione e valutazione dei comportamenti dei partecipanti al test.
Michael Hawley, dalle colonne di Uxmatters, qualche tempo fa ha proposto come metodo innovativo il cosiddetto focus group card sorting, un approccio misto che consiste nell’invitare a turno 8-15 persone rappresentative del target a partecipare al test in una online conference.
Ogni utente dal proprio notebook svolge il test individualmente, ma allo stesso tempo può condividere le proprie impressioni con il facilitatore e gli altri utenti (thinking aloud).
La compresenza fisica in questo caso cede il posto ad una collaborazione virtuale figlia del nostro tempo, che tuttavia non impedisce di perseguire gli obiettivi del card sorting tradizionale, ma anzi apre nuove possibilità quali: il coinvolgimento di un target più ampio di utenti, la delocalizzazione, la registrazione ed archiviazione di tutto ciò che avviene online, la condivisone dei dati e infine la valutazione collaborativa dei risultati, aspetti diventati di uso comune nel cosiddetto web 2.0.

Risorse e approfondimenti

Card Sorting - Raccolta di link su Trovabile.org
Card sorting a definitive_guide
Analyzing card sort results with a spreadsheet template
Beyond card sorting. Free listing methods to explore user categorizations
Card Sorting: How Many Users to Test
Card sorting per lo User-Centered Design
Card Sorting - Overviews and Basis Instructions
Rosenfeldmedia Books - Card Sorting: Designing Usable Categories
Card sorting tools

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6 Responses to “Card Sorting: buone pratiche ed errori comuni”

  1. fabio says:

    mi rendo conto che il commento è davvero off topic.. ma avete consigli x stampare i vostri articoli senza sidebar etc.?
    :-)
    fabio

  2. Luca Mascaro says:

    Fabio in firefox seleziona il testo e poi quando fai stampa dovresti poter selezionare “solo selezione” … comunque aspetta un paio di settimane e avrai una sorpresa :)

  3. Sandro says:

    Ciao, bel servizio, bell’articolo come altri.
    la sorpresa è una bella ezine in pdf da scaricare?

  4. Francesco says:

    Bell’articolo, complimenti.
    Per essere ancora + completo mancherebbe solo una bella immagine con il dendrogramma ottenuto dal Card Sorting e una spiegazione su come si ottiene e su come analizzarlo.

    ciao
    Francesco

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