Nel 2004 Antonio Tombolini, fondatore della Simplicissimus Book Farm, comincia ad interessarsi di ebook, guidato dalla passione per la lettura, i libri e la rete.
Leggendo scopre delle ricerche e dei brevetti dell’americana E-Ink che stava mettendo a punto un approccio rivoluzionario alla visualizzazione di testi digitali: non più pixel illuminati che inviano radiazioni in continuo agli occhi, consumando molta energia e richiedendo un ben definito angolo direzionale per essere letti, ma una pagina di carta elettronica che si stampa sullo schermo e che durante la lettura resta spenta.
Perciò leggibile in maniera assolutamente confortevole, anche in pieno sole, con un ampio angolo di visibilità, del tutto analogo a quello di una pagina stampata su carta.
Leggibile sempre e ovunque, perchè non affatica la vista degli utenti in quanto lo schermo non è retroilluminato.
Con in più tutto ciò che il testo digitale può fare e la carta no. Ad esempio la possibilità di portare con sè tutti i libri che si desidera avere, e poter interagire con lo strumento, scrivendoci sopra proprio come su un foglio di carta.
Nel 2005 Tombolini comincia a parlare con alcuni amici delle possibilità in questo settore, sostenendo che “i lettori di ebook basati su inchiostro elettronico avranno per i libri lo stesso ruolo che iPod e i lettori mp3 hanno avuto per la musica”.
È quello che sta accadendo oggi, è esattamente quello che Jeff Bezos affermò, un anno e mezzo dopo, per lanciare Kindle, il device di Amazon basato su eInk.
Inizia a volerne sapere di più e a seguire in particolare l’evoluzione del progetto più ambizioso e avanzato, avviato dal gruppo Philips con la creazione di una società, iRex Technologies la cui mission consiste tuttora nello sviluppo di device basati su inchiostro e carta elettronica. Vede nascere da vicino iLiad, a contatto con alcuni dei ricercatori e sviluppatori iRex, fin dalle prime fasi di prototipazione.
Su questa base matura l’opportunità di acquisire la distribuzione di iLiad per l’Italia, asset sulla cui base Tombolini ottenne la fiducia di alcuni privati investitori: siamo nel giugno 2006, e nasce formalmente la Simplicissimus Book Farm SRL.
Oggi la Simplicissimus Book Farm si dedica alla distribuzione non solo di iLiad, ma di tutti i lettori ebook disponibili sul mercato europeo (Cybook, BeBook, etc). Ma si dedica anche, e anzi soprattutto, all’offerta di servizi di conversione, produzione e distribuzione ebook agli editori, nonché allo sviluppo di applicazioni professionali basate su eInk, per ridurre ed eliminare tutta la carta di cui si potrebbe fare a meno.

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Cari lettori, care lettrici, da oggi UXMagazine chiude e smetterà di pubblicare artcoli sulla user

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Io penso che il solo hardware non sia importante quanto il meccanismo che lo lega alla distribuzione di musica, video e, ora, applicazioni, quali sono l’iTunes e l’App store.
Credo che nei futuri smartphone (iPhone, gPhones), con schermi organici ed estensibili, convergeranno, dopo i riproduttori di MP3, di DVD ed MP4 e i navigatori satellitari, anche i riproduttori di eBook (ai quali potranno essere aggiunti il commento audio e le illustrazioni, magari prodotte dai lettori stessi quale propria interpretazione del libro). Penso anche a libri scritti a più mani e con sviluppi multipli.
Penso, anche, che Google e la rete (sempre più pervasiva) ridimensioneranno gli editori. Chiunque potrà regalare un proprio scritto (come già accade ora), o venderlo, anche per singola pagina, attraverso uno strumento di aggregazione o una vetrina come l’iTunes store.
Ecco, s’io fossi Tombolini, persona che stimo per aver creduto fin da subito nel futuro dell’editoria digitale, chiamerei l’autore di questo commento e lo coinvolgerei nello sviluppo strategico/tecnico delle mie attività, con l’obiettivo di organizzare un Wriders (Writers & Readers) Social Store, con caratteristiche innovative e anticipatrici di quanto faranno altri ;-)
[...] a Diana Malerba di Sketchin, su UX Magazine potete leggere come è nata l’idea di introdurre i devices di lettura ad inchiostro [...]