Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

Il mio pensiero è laterale a cura di Simone Attanasio

Robot

Adesso potete utilizzare a vostro piacimento il pensiero laterale, avete intuito cos’è, come viene generato, di cosa si tratta. Forse anzi, visto che ancora non ne ho parlato, non sapete na mazza, cioè forse qualcuno già sa e mi dirà qualcosa o forse no, anche queste parole possono essere frutto del pensiero laterale.

Non ci state capendo niente e manco io, ma partendo dal fatto che, il pensiero verticale si mette in moto solamente se esiste una direzione in cui muoversi e il pensiero laterale si mette in moto allo scopo di generare una direzione, andiamo a vedere codesta direzione.

Il principio essenziale del pensiero laterale recita: ‘ogni modo particolare di considerare le cose è solo uno fra molti altri modi possibili’.

In effetti è proprio la parola ‘laterale’ che suggerisce il movimento non rettilineo atto a creare modelli alternativi. Normalmente la nostra mente lavora col pensiero verticale, considerato il più naturale, grazie al quale ci si ferma all’approccio promettente; utilizzando invece il pensiero laterale, si riconosce l’approccio promettente come tale ma si generano ugualmente delle alternative che protrebbero portare delle migliorie. Se queste non risultassero tali saremmo sempre in tempo per tornare indietro, tutto ciò è permesso in quanto il pensiero laterale non blocca i modelli anzi tende a stimolarne di nuovi.

Infatti il pensiero laterale non è mai un giudizio, una forma finita, è un metodo essenziale per la ristrutturazione delle informazioni. La presenza di tale pensiero nasce dalla tipologia della nostra mente, considerata come sistema mnesico automassimizzante di informazioni in grado di generare modelli e priva di meccanismi di rimodellazione, in questo senso l’uso del pensiero laterale è necessario per la ristrutturazione dell’informazione.

Mnesico, generare, forma, approccio ma chi ci sta capendo qualcosa, sembra di essere a scuola, la professoressa spiega e voi guardate fuori dalla finestra, in attesa della campanella per mangiare la vostra nuova merendina, beh vi è anche questo nel pensiero laterale, affrontare situazioni palesemente ovvie cercando metodi alternativi.

Tutto ciò può essere applicato in ambiti come la progettazione di interfacce per il nostro amico webbo: come, quando, perchè.

Beh alla base di tutto c’è la riunione, cioè anche no, nel senso che determinate persone responsabili di un progetto si ritrovano in salette più o meno belle con sedie più o meno scomode ed iniziano a parlare di un determinato argomento, ovvero il progetto in questione.

L’uso del pensiero laterale in questi casi è determinato dai diversi approcci che si possono avere nei confronti del progetto stesso.
Praticamente esistono tre situazioni:
- la descrizione
- il problem solving
- la progettazione

La presenza di più persone alla riunione permette di avere diverse descrizioni sul progetto, lo scopo del pensiero laterale in questo caso è riuscire a considerare le diverse descrizioni valide per generare approcci alternativi al progetto: ovviamente capiterà che c’è il capo, boss, il capoccia che dice che così va fatto e così è, però siete liberi di fare prove a casa (tenere lontano dalla portata dei bambini).

Parlando invece del problem solving il pensiero laterale non ci viene incontro, ma ci salta proprio addosso in quanto uno dei principi fondamentali del pensiero laterale è proprio quello di cercare alternative, di risolvere una determinata situazione in modo non verticale, diverso e quindi attuare un cambiamento delle cose.

Per quanto riguarda la progettazione, aspetto che forse maggiormente ci interessa, il pensiero laterale viene usato completamente, in tutte le sue parti, c’è bisogno di una maggiore creatività rispetto al problem solving, bisogna creare qualcosa di nuovo.

Si utilizzano mezzi come quelli del confronto, ovvero cercare aspetti alternativi o già esistenti di quel dato oggetto, si sgretolano le cosiddette unità stereotipate, ovvero i modi standard di fare qualcosa vengono messi da parte e si cerca di dimostrare come altre vie siano possibili se non migliori. In pratica si stimola il progettista ad andare oltre.

Fondamentale è la conoscenza della funzione del progetto, si analizza, si prende per buona la funzione principale, ma se ne cercano alternative per generare idee durante il processo di progettazione.

Quindi cari miei oggi avete imparato parole come: laterale, generare, metodi e alternativi. Vabbè, ciao.

Vostro pizzulata, buon capodanno.

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One Response to “Il mio pensiero è laterale”

  1. yellow says:

    ma è una supercazzola? ahahaha bravo pizzulata, laterale, centrale e anche un po’ sinuisoidale!

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