
Ogni giorno, in qualità di progettisti, il nostro compito consiste nell’individuare la soluzione più efficace a un problema progettuale.
Indipendentemente dalla tipologia di progetto a cui stiamo lavorando, che si tratti del design di una interfaccia o di un’icona, della realizzazione di un logo o del flusso di utilizzo di una applicazione web, quello che facciamo è operare delle scelte. Non importa quale metodo possiamo aver deciso di adottare, in ogni caso ci troveremo a scegliere tra differenti opzioni.
Può sembrare ovvio, ma è importante sottolineare che sarà proprio la sequenza delle nostre scelte a determinare il risultato finale. Alla fine, alcune scelte avranno contribuito a connotarlo sostanzialmente, altre lo avranno influenzato soltanto marginalmente.
La diretta conseguenza di questa considerazione è che se chiedessimo ad un certo numero di designer di proporre ciascuno la propria soluzione ad un progetto, ci troveremmo di fronte a tanti risultati differenti quanti saranno i designer consultati. Con ogni probabilità, alcune soluzioni avranno degli elementi in comune, altre saranno profondamente differenti.
Come fare maggiore chiarezza sul flusso delle decisioni che, stratificandosi, portano alla soluzione di un progetto?
Rintracciando gli elementi fondanti del flusso progettuale e “distillandoli” in uno strumento tanto semplice quanto potente per la sua immediatezza: un sito web all’interno del quale simulare il flusso progettuale in una manciata di secondi, con la possibilità di osservarlo da una nuova prospettiva, vivendolo al tempo stesso da protagonista e da osservatore esterno.
Individuare gli elementi fondanti del flusso progettuale, non di un singolo progetto, significa individuare una meta-soluzione: un modello che non offre soluzioni ad un problema progettuale in particolare ma che è in grado di rendere visibile il meccanismo alla base della ricerca di qualsiasi soluzione.
Riuscire a visualizzare il flusso progettuale e prenderne consapevolezza significa poterlo vivere con maggiore chiarezza, a partire dal progetto su cui stiamo lavorando proprio in questo momento. Può rappresentare l’occasione per concedersi quell’istante in più, di fronte alla prossima scelta, che potrebbe cambiare radicalmente il risultato finale.
Il flusso delle decisioni prese da un progettista durante la realizzazione di un progetto funziona con un meccanismo analogo a quello dell’interazione tra l’utente ed un ipertesto opportunamente strutturato, cioè ad un sito web. Da un lato c’è il flusso delle decisioni che prendiamo durante un progetto che costituisce la struttura del flusso progettuale; dall’altro c’è l’ipertesto, cioè un insieme di documenti collegati tra loro da connessioni di senso logico, i link,
che ne costituiscono la struttura.
L’elemento di analogia tra flusso progettuale e ipertesto è dato proprio dal fatto che entrambi sono necessariamente costituiti da una struttura. Questa natura comune è la chiave per realizzare un sito web attraverso il quale visualizzare il flusso progettuale.
Gli elementi fondanti del flusso progettuale sono: scelta, reciprocità, responsabilità, additività, sistematicità.
Come progettisti, nell’affrontare un tema progettuale, ci troviamo di fronte ad obiettivi e vincoli (limitazioni tecniche, di budget, ecc.). L’interpretazione di questi dati di partenza, alla luce delle nostre esperienze e conoscenze, ci porterà ad effettuare delle scelte.
Dalla prima, ne deriveranno altre ad essa legate da una condizione di reciprocità. Infatti, se da un lato è una scelta a determinare l’esistenza delle opzioni disponibili successivamente, dall’altro è in queste opzioni che la scelta manifesta il suo essere-stata-scelta.
Questo processo può essere efficacemente rappresentato da una serie di biforcazioni in successione: imboccarne una significa al tempo stesso scegliere una direzione e non-scegliere tutte le possibili altre.
Inoltre, lavorare ad un progetto significa disporre di un tempo limitato (scadenze, consegne, ecc.), quindi non poter sperimentare tutte le biforcazioni possibili.
Di conseguenza dovremo scegliere con responsabilità, proprio in considerazione della quantità di soluzioni non-scelte che ogni nostra scelta comporta.
Ogni scelta rappresenta una pietra sulla quale continuare a costruire. La successione delle decisioni costituisce il flusso progettuale secondo il principio di additività, cioè della stratificazione delle scelte.
L’applicazione di un metodo, infine, significa sistematicità, cioè coerenza nell’applicare un insieme organico di regole e principi al processo progettuale (indipendentemente dal metodo adottato).
Simulazione Progettuale è un sito web, una esperienza di progettazione da vivere in soli 60 secondi. Questa simulazione ci chiede di affrontare un tema progettuale: definire la nostra concezione di spazio.
Per farlo ci viene chiesto di partire da un cubo (unità spaziale) e di applicare su di esso 6 operazioni (metodo): Taglio, Traslazione, Rotazione, Combinazione, Torsione, Inflazione. Per ciascuna opzione avremo a disposizione 3 opzioni (scelte vincolate dalle limitazioni esistenti in ogni progetto), ciascuna delle quali sarà conseguenza delle decisioni prese fino a quel momento (additività).
Potrà sembrare incredibile, ma la semplice combinazione di 6 operazioni e 3 opzioni ci mette di fronte a ben 729 soluzioni possibili. Tutte sono racchiuse, a livello di potenzialità, nel tema progettuale da sviluppare.
Saranno proprio le nostre scelte a far si che soltanto una di esse diventi “la” soluzione. Alla fine dei 60 secondi a disposizione, cioè 10 secondi per ciascuna operazione e poco più di 3 per valutare ciascuna opzione, avremo scartato 728 potenziali soluzioni in favore di quella che riteniamo rappresentare la nostra idea di spazio.
Certo, potremo tornare sui nostri passi e ripensare una delle scelte effettuate; ma non tutte le scelte fatte hanno lo stesso peso in un progetto, né all’interno della simulazione. Cambiare la scelta iniziale comporterà dover cominciare la simulazione dal principio, mentre cambiare l’ultima scelta significherà doverne rifare soltanto una.
Sarà capitato anche a voi di osservare una realizzazione (un sito web, un’interfaccia software, un edificio, ecc.) e avere la sensazione che un pezzo sia “fuori posto”, come se qualcosa fosse stato “inserito” fuori dal flusso progettuale che ha determinato il resto del progetto.
Si tratta, con ogni probabilità, dell’aggiunta di un componente in funzione della quale non è stato ripensato il lavoro fatto fino a quel punto (una funzionalità aggiunta in corso d’opera, una richiesta del cliente dell’ultimo momento, ecc.).
Cambiare una scelta progettuale implica dover tornare sui propri passi per verificare se tutte le scelte effettuate da quel punto del progetto in poi risultano ancora valide.
Tags: ipertesto, metodo, progettazione, simulazione, user experience, web design

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