Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

10 Responses to “Morte e internet: le conseguenze”

  1. Smash says:

    Articolo completo direi analizzato nei piccoli particolari…e buon punto di partenza anzi già avanti di qualche kilometro ;)
    Il passo successivo: capire/scovare se qualche social network implementa (oltre a facebook) applicazioni che “colmano” questa mancanza.
    Lavoro certosino ma indispensabile.
    Sarebbe interessante capire se i social network (e non parlo solo di facebook) hanno nel loro interno analizzato o stanno analizzando la questione…proprio per la mutazione nell’utilizzare questi mezzi.
    Io vado oltre e penso… se la persona (o i suoi amici) è collegata a media che ricordano la persona come reagirebbe questa sezione? Potrebbe mutare/cambiare per l’aspetto umano?
    L’aspetto economico, lo ammetto, in questo ambito lo vedo un po’ macabro ma l’economia gira anche qui…

  2. Stefano says:

    Per essere uno che non usa facebook e che l’idea di non avere più privacy mi disturberebbe molto, credo che qualcosa a riguardo andrebbe fatto.
    Le tre possibilità che hai dato sono ottime e danno comunque una possibilità di scelta a chi ha deciso di rendere pubbliche delle foto o esperienze di vita.
    Si potrebbe anche aggiungere una sorta di notifica immediata in caso un tuo amico passi a miglior vita.
    Ad ogni modo tra 20 anni non potremo avere un facebook con 5 miliardi di account e solo il 75% ancora in vita!

  3. Penso da tempo alla possibilità di lasciare le credenziali della mia mail alle mie sorelle, a qualche amico storico e magari anche alla donna che amo.

    Internet è diventato un luogo in cui si svolge la vita, ma in cui presto si svolgerà anche la morte e la commemorazione com’è successo a Francesco.

    http://www.zonex.it/the-starway-to-heaven-ciao-francesco

    Il tema del testamento digitale è macabro e incute paura, ma credo che chi vive la Rete coscientemente sappia che ogni traccia, ogni foto, ogni stralcio di vita digitale non è solo partecipazione, ma essenza. Vita.

    Per chi resta ci saranno i ricordi di qualsiasi tipo, anche digitali. Per chi va via ci sarà sicuramente la possibilità di leggere la mail e controllare facebook, anche se non se ne accorgerà nessuno; basta crederci.

    :-)

  4. Aly says:

    “Perplessa per il suo mutismo, ho preso a scrivergli messaggi quasi quotidiani.”, ma lasciare in pace le persone no?

  5. Ciao,
    proprio in relazione a questo argomento, tempo fa stavo pensando ad un’applicazione che si potrebbe chiamare, tipo “After I’m Gone”. Questa applicazione web dovrebbe connettersi con l’account email che usiamo, ad esempio gmail, e tenere memoria della frequenza dei login.

    Dovrebbe avere una o più impostazioni secondo le quali, se non effettuo l’accesso per più di XX tempo (1 anno? 6 mesi?) invia direttamente i dati di accesso ad una o più email che ho segnalato in precedenza.

    In questa email ci sono le “ultime volontà”, un messaggio personale (immagino di far partire l’email verso l’indirizzo di mio figlio) e tutti i login dei miei account (internet banking, ecc…).

    Questa è solo una idea abbozzata ma pensandoci meglio, potrebbe venire fuori qualcosa di interesante, no?

    Immagino un account di posta elettronica lasciato in eredità a mio figlio, lui lo lascerà al suo e così via.

    Bel post, complimenti.

  6. [...] ho ancora elaborato un mio pensiero a riguardo, ma la lettura di Morte e internet: le conseguenze mi ha aperto un vuoto [...]

  7. pidublu says:

    È un tema interessante di cui sempre più spesso mi capita di discutere.
    I numeri ci sono e i fatti sono evidenti. Possono esserci molte soluzioni tecniche e amministrative eppure a mio giudizio un punto interessante è l’assenza (al momento) nel mondo digitale di una ritualità della morte, a livello personale e pubblico.
    Pensare a nuove forme di lettura/assimilazione della morte ‘digitale’ può aiutare i social networks a crescere ed integrarsi nella nostra vita senza doverne necessariamente replicare le dinamiche.

    Complimenti per l’articolo!

  8. Adamo says:

    Lo sai che spesso ci ho pensato a questa cosa? Mi sono detto, però, che era ancora presto per parlarne visto che il problema è tutto sommato “giovane”.

    La soluzione del super account non so quanto sia praticabile, dovrebbe essere una sorta di Plaxo (è un sito che aggrega i contenuti provenienti da vari propri profili). Io penso che sarebbe più logico che ogni singolo social network si attrezzi a rigurado. Così come tutti i migliori social network ti permettono di impostare le preferenze sulla privacy o sulle notifiche email così dovrebbero permettere di impostare le preferenze per il caso di morte.
    Le tre modalità mi piacciono, molto meno la terza (se so morto so morto! Lasciatemi stà in pace!). Il problema, piuttosto, è un altro: quando moriranno anche i miei tutori? Tra cent’anni avremo utenti che dovranno gestire 50, 100 account di parenti e amici morti: mi pare inverosimile.

    Meglio se si decide tutto da sè: scelgo la frase, scelgo la foto, scelgo tutto lo “sceglibile” e basta. Nessun super utente, nessun tutore, solo io: ripeto, una volta che sono morto sono morto. Punto. Se proprio mi preme trasmettere le credenziali d’accesso ad altri lo farò autonomamente, senza procedure prestabilite. Anche perchè ci sarebbe comunque bisogno di verificare la morte altrimenti il mio tutor potrebbe comunque accedere. Se anche mettessimo un tempo di scadenza (es dopo sei mesi di attività si attiva l’account tutor) non funzionerebbe: se non uso più quel social network? Dopo sei mesi chi ha le mie credenziali potrebbe comunque accedere anche se io sono vivo. Secondo me è troppo complicato. Preferire un modello simile alle impostazioni per la privacy. Avremmo tre voci: impostazioni notifiche, impostazioni privacy, impostazioni “After I’m gone” (bellissima etichetta! Complimenti Tiziano!). Su cosa si possa impostare, poi, si dovrebbe aprire una nuova discussione e magari scrivere un nuovo articolo. Ma come al solito sarà l’uso a definire uno standard.

    In conclusione voglio fare i complimenti a te, Dafne, per il “coraggio” che hai dimostrato affrontando questo argomento. Purtroppo son cose alle quali non vogliamo pensare e la conseguenza e che non ne parliamo, un po’ come parlare di terremoti ed aspettare la tragedia per muoversi, dobbiamo sempre arrivare a fatto compiuto.

    PS (smettela di grattarvi!!! :D:D:D)

  9. Dafne says:

    @Smash
    se si dovesse sviluppare un’applicazione simile allora andrebbe fatta un’analisi dettagliata di ogni social network. Prende molto tempo come dici tu, ma è molto utile per la progettazione. Per l’aspetto economico si sa, la morte è un business che non manca mai…

    @Stefano
    Complimenti per essere uno dei pochi sopravvissuti a Facebook!

    @Antonio
    Interessante il tuo punto di vista, anche se io, personalmente, non lascerei mai le mie password a nessuno. Il motivo è semplice, le mail che ricevo sono indirizzate a me soltanto e, anche se la maggior parte di essere sono mail tranquille, ce ne sono un paio che non credo vorrei che i miei figli andassero a leggere, mail profonde di persone che si sono fidate di me e mi hanno rivelato paure o sentimenti… tutti hanno dei segreti e penso che sia giusto preservarli. :)

    @Aly
    L’account immaginato non importuna nessuno e non è di certo un servizio obbligatorio, anzi, permette alla persone di scegliere cosa fare con i loro profili di vita. Riguardo al mio amico, se un mio amico non mi risponde, mi preoccupo e cerco di capire il perché… :)

    @Tiziano
    Mi piace il nome dell’applicazione!! ed è anche interessante il sistema di eredità dell’indirizzo mail…

    @Paolo
    Grazie per avermi citata e spero che quando ti sarai fatto un’idea sull’argomento avrai voglia di condividerla :)

    @Pidublu
    Felice che ti sia piaciuto! Quello che ho trovato in Rete sono svariate forme di cimiteri online ma non hanno nulla a che vedere con i profili diretti degli utenti… manca il ponte.

    @Adamo
    L’idea di integrare il sistema direttamente nelle preferenze di privacy mi piace!
    Comunque il super account viene usato una volta sola dai “tutori” unicamente per inserire la data della mia morte ed impostare i profili secondo i miei voleri, dunque non ha durata di impegno nel tempo…
    In secondo luogo se un tutor entra in questo account quando io sono ancora in vita mi viene notificato con una mail e io posso perdere precauzioni a riguardo togliendo la persona dall’incarico, anche se penso che un vero amico non si permetterebbe mai…
    Principalmente anch’io preferirei gestire tutto da sola, ma se non ho un tutore come faccio ad auto inerire la mia data di morte?

    Grazie a tutti per i commenti, sono punti di vista molto interessanti e penso che vadano affrontati in modo sereno perché anche se suona macabro, la morte fa parte della vita ed è giusto che sia così.

  10. Nick Balestra says:

    facebook: Come trasformare il profilo di una persona deceduta in memoriale
    http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=deceased
    (fb blog: http://blog.facebook.com/blog.php?post=163091042130 )

    The myspace way: http://faq.myspace.com/app/answers/detail/a_id/369

    Per qualsiasi cosa legata ad un account gmail (Blogger, Gmail, Buzz, …):
    http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=en&answer=14300

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