Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

Il real-time web come nuovo paradigma per la produzione e distribuzione di contenuti sul web a cura di Nicola Mattina

real timeweb

La voce real-time web di Wikipedia è ancora un abbozzo ed è stata creata il 14 giugno alle 18:32. Il 10 luglio, Techcrunch ha organizzato un incontro dal titolo Real-Time Stream Crunch Up. Business Week ne ha parlato il 6 agosto in un articolo intitolato Betting on the Real-Time Web. Il 15 ottobre si terrà il primo The Read Write Real-Time Web Summit.

Da qualche mese, Real-Time Web è la nuova buzz word della Silicon Valley, dove investitori e imprenditori si chiedono quali siano le opportunità di guadagno racchiuse in quel flusso costante di informazioni grazie al quale le persone si scambiano messaggi e, soprattutto, link, fotografie e video nei social network.

Il web in tempo reale, infatti, è Twitter, Friendfeed oppure la homepage di Facebook: è uno stream continuo di contenuti che vengono prodotti, distribuiti e ricercati minuto per minuto sempre di più grazie all’uso di terminali mobili.

Di questo fenomeno non esiste una definizione univoca, ma l’imprenditore Kenn Fromm ha provato a tracciarne alcune caratteristiche fondamentali in tre articoli su Read Write Web (uno, due e tre).

Si tratta innanzitutto di una nuova forma di comunicazione, con la sua sintassi e le sue pratiche sociali che sono emerse soprattutto grazie ai limiti dei 140 caratteri di Twitter. Ci riferiamo all’uso di caratteri speciali come @ per indicare gli utenti e # per indicare le parole chiave, piuttosto che l’abitudine a replicare un contenuto di un tweet premettendo i caratteri RT (re-tweet). La brevità, inoltre, fa si che i messaggi siano auto-consistenti e si riferiscano a un solo oggetto (un link, un video e via dicendo): un discorso, quindi, può essere de-costruito in parti elementari in cui pezzi del contenuto possono essere usati come meta-dati.

Il real-time web introduce un nuovo tipo di contenuto, che viene prodotto con modalità molto differenti, giacché l’80 per cento di quello che transita su Twitter - per esempio - è fruito e generato con programmi che utilizzano le Api della piattaforma. Si tratta di un’innovazione estremamente importante che estende il concetto di syndication introdotto dai feed Rss e che consente di utilizzare i flussi del web in tempo reale come vero bus di trasporto di informazioni, rendendo molto più semplice individuare e manipolare dati per creare nuove informazioni.
Una terza fondamentale caratteristica individuata da Fromm riguarda la velocità: se da un lato, infatti, le velocità delle connessioni fisiche non sono cambiate (salvo un progressivo aumento di performance), dall’altro il flusso di dati tra macchina e macchina è cresciuto notevolmente così come le attività che vengono compiute dalle macchine per manipolare queste informazioni. L’esperienza che ne emerge è simile a quella dei trader finanziari, con la differenze che al posto delle quotazioni finanziarie abbiamo a che fare con dati da individui e organizzazioni su eventi, teorie, prodotti, persone, articoli, video e via dicendo.

La caratteristica probabilmente più importante e peculiare del real-time web, però, è il fatto che ai dati è associato un grafo sociale. Contrariamente alle altre tipologie di comunicazione in tempo reale come l’instant messaging, la posta elettronica o il telefono, infatti, i contenuti prodotti sono essenzialmente pubblici e si propagano esplicitamente attraverso le connessioni delle persone o delle organizzazioni che li hanno prodotti.

Ciascun nodo di questo grafo espone una certa quantità di informazioni che lo caratterizza: un avatar, un indirizzo web, una breve descrizione e via dicendo. Questi dati, insieme alla posizione del nodo all’interno del grafo, ne determinano per esempio la reputazione rispetto agli altri nodi e la sua capacità di influenzare il suo vicinato.

Last but not least, il web in tempo reale si basa su un’infrastruttura fatta di piattaforme federate tra di loro e da applicazioni che aiutano a generare i contenuti. Pensiamo, per esempio, al fatto che è possibile scrivere un tweet e fare in modo che questo messaggio di 140 caratteri venga propagato in Facebook. O viceversa, che due utenti su Facebook possano interagire tra di loro usando un’applicazione che genera un messaggio che viene postato nelle rispettive bacheche e da qui, eventualmente, su Twitter. E via dicendo.

Il quadro delineato da Kenn Fromm mostra una Internet in cui l’unità di misura sta passando progressivamente dai siti e dalle pagine web a oggetti informativi più piccoli e precisi, che viaggiano lungo relazioni sociali e che, in questo percorso, subiscono mutazioni e integrazioni.

In questo processo, la progettazione dell’esperienza d’uso dovrebbe sempre di più prendere consapevolmente in considerazione le dinamiche di manipolazione delle unità informative che transitano e vengono propagate negli stream con l’obiettivo di governarle. I meta dati che se ne ricavano, infatti, saranno alla base dei nuovi servizi di aggregazione e ricerca che si affiancheranno e faranno concorrenza a Google e Bing. Con tutto quello che ne consegue in termini di online advertising.

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2 Responses to “Il real-time web come nuovo paradigma per la produzione e distribuzione di contenuti sul web”

  1. [...] (iniziativa editoriale di Luca Mascaro e della sua Sketchin) pubblica un mio pezzo dal titolo Il real-time web come nuovo paradigma per la produzione e distribuzione di contenuti sul web: Il web in tempo reale, infatti, è Twitter, Friendfeed oppure la homepage di Facebook: è uno [...]

  2. Ciao Nicola,

    aggiungerei due temi secondo me degni di nota.

    Il primo è da notare come il mondo “virtuale” sia sempre più reale (http://www.andreadenaro.com/the-internet-is-everything-but-virtual-the-in).

    Il secondo è come cambia anche il modello di fruizione (e di expiring) dei contenuti: http://www.andreadenaro.com/real-time-web-and-content-expiring

    Ciao,
    A

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