Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

Sketchatune: prove off air per unʼinteractive web radio community. a cura di Giovanna Nicosia

Sketch a tune

Se da una parte il riferimento reale sarà il fenomeno di Eclettica, trasmissione radiofonica condotta da Giulio Caperdoni, dallʼaltra si cercherà di proporre Sketchatune, unʼipotetica web radio fortemente caratterizzata dalla necessità di una maggiore interazione in termini di collaborazione tra dj e ascoltatori. Una sorta di catalizzatore di tutto quel flusso di info-sensazioni proveniente da unʼintera community radio.

On air, on line, on site

Ubiquità e identità trasversali per fare il punto della situazione odierna allʼinterno di un contesto che vede la compresenza di un dj, di una comunità di ascoltatori e di diverse
modalità di fruizione di uno stesso mezzo: la radio.
Il consumo dei media on-demand, per esempio, diventa sempre più unʼabitudine comune alla maggior parte degli utenti che ascolta musica on line. Ma il podcast, il formato con cui
generalmente troviamo il nostro programma radio, non è semplicemente una registrazione di una puntata archiviata e soprattutto bisognerebbe sfatare il comune automatismo di
“scaricare” file audio per poi collezionarli nella cartella del nostro computer.

Cʼè chi dice che la radio rimarrà sempre fedele a se stessa senza così poterla mai immaginare una YouTube (nel senso buono) della situazione.
Fenomeni recenti, Spotify e Mixcloud, dimostrano, invece, come lo streaming diventi un buon compromesso alla pirateria nonché di re-thinking della radio stessa.

Off air

La radio è il luogo del contatto tra il suono e la vita quotidiana di molte persone e ciò che le garantisce forza e sopravvivenza è il bisogno umano fondamentale di una colonna
sonora di accompagnamento per molte situazioni della vita. Sulla linea del suono, quale sarà allora lo scambio emotivo che può esistere tra un dj e i suoi ascoltatori?
I musicisti ci parlano con i loro pezzi, il dj con le playlist (e non solo).
E gli ascoltatori avranno anche loro qualcosa da comunicare? Dove finiscono le sensazioni dei radio lovers?
Considerando le dinamiche sociali del web, si può allora immaginare ad una sorta di radio- diario off air di tutta una community di ascoltatori che rimangono fedeli anche quando la
radio è spenta? In un periodo fai-da-te ci sarà ancora chi crede ai consigli di un dj?

Il network della radio

La musica è uno strumento di comunicazione a tutti gli effetti ma nello stesso tempo sorprendente catalizzatore di sentimenti ed emozioni.
In questo caso specifico, la musica è però supportata da un medium di grande storia, quella sorta di scatola sonora che per antonomasia è ormai diventato lʼoggetto più domestico nella storia della comunicazione stessa, la radio.

Questo medium, che da subito si è caratterizzato per essere un mezzo mobile, è anche anticipatore di trentʼanni del cellulare e per tanto definibile come “il primo dei nuovi media” che “ad oltre un secolo della sua nascita mostra una sorprendente vitalità e una versatile capacità di cambiare più volte la sua pelle, cogliendo al volo i mutamenti della società” [1].

Inoltre, è interessante notare come la radio riesca a garantire dei livelli di socievolezza e il legame che gli ascoltatori stabiliscono fra di loro è accompagnato da unʼaltra relazione, quella che si instaura con il conduttore radiofonico che, grazie al suo stile, delle volte ci fa sembrare che stia parlando a ciascuno di noi e non ad una massa indistinta.

“Ti senti una cosa sola con la radio [...], il dj ti parla di certe cose e tu ascolti, senti che è lì
con te [...] che ti sta parlando personalmente” [2].

“Quando il suono è la nostra fonte di informazione, lʼimmaginazione la sfrutta al massimo creando uno schema dettagliato del quale le immagini, ovviamente, si impadroniscono” [3].

Il potenziale immaginativo dei suoni è per tanto innegabile, la radio ha la capacità di «dipingere immagini nellʼocchio della mente» e lʼascoltatore è dunque allo stesso tempo artefice di realtà che trovano luogo nella sua immaginazione. ¨

È bello dunque sapere che in uno stesso pezzo radiofonico in realtà si celano tante creazioni, frutto di ogni persona che è in ascolto.

“Conservate dentro un iPod o ascoltate per caso alla radio, non importa. Quella musica, quelle parole - confuse, magari in inglese, capite allʼincirca - sembrano sussurrate proprio a noi. Diventano nostre, come una giacca che prende la forma del corpo. Colonna sonora della nostra vita” [4]

Lʼapproccio che si ha con la radio, delle volte è davvero così personale che quasi si preferisce ascoltarla nel privato di camera propria o comunque dove di sicuro nessuno verrà a staccarne la presa o a cambiare programma! Esiste, dunque, come “unʼaltra faccia del processo di industrializzazione: al carattere sempre più meccanico della produzione fa fronte il carattere sempre più personalizzato del consumo” [5].

Belle, ad esempio, le parole di Andrea, dj di Diserzioni:

“La radio lʼascoltavo dentro un armadio, nel senso che avevo ostruito la porta della stanza con un armadio al quale avevo tolto il fondo. Entrare nellʼarmadio era entrare nei segreti più intimi e poi rinchiudersi là dentro con gli amici era come stare nel video di “Close to me” dei Cure solo che lʼarmadio invece di riempirsi dʼacqua si riempiva di suoni”.

Al cinema I love radio rock  è stato il “festival vintage” di tutte le sfumature che animano il mondo della radio: come allora anche oggi ci si ritrova ad ascoltare di nascosto, fra le lenzuola, nei salotti, al lavoro, in macchina… quei suoni pirati capaci di catturarci per il loro potere immaginifico. Ma non solo, in quei momenti “siamo collegati agli altri invisibili, dai fili di una tela di ragno, che ci rende parte di una comunità di gente che ascolta, unita dalla simultaneità dellʼesperienza” [6].

Si tratta di ”unʼintelligenza connettiva”, che a partire dallʼavvento di Internet, “ci rende ancora più testimoni non tanto di un ritorno allʼoralità, quanto dellʼavvento di un linguaggio ibrido, costruito sulle fondamenta di tutte le precedenti ere tecnologiche (orale, alfabetica, elettronica)” [7].

Il patto di amicizia e di fiducia che ci lega alla radio la fa divenire unʼesperienza unica e personale.
Lʼesperienza di ascolto della trasmissione Eclettica, infatti, mi ha permesso di conoscere a fondo la radio e di viverla, per la fedeltà dei suoi appuntamenti quotidiani, come un caposaldo delle mie giornate.
La radio per sua natura presuppone una lunga serie di implicazioni e connessioni, spazi e tempi dislocati nellʼetere così come nel web e in altrettanti luoghi fisici. Per non correre il
rischio di perdermi, ho dunque scelto di addentrarmi nella sua storia attraverso un network di cose, luoghi e persone.

Infatti, quando un anno fa ho deciso di farlo diventare un argomento di discussione in sede di tesi in Interaction Design, non ho esitato a coinvolgere in questo stesso progetto dj,  ascoltatori, musicisti, critici e in fondo tutti quelli che amano la radio.

Dj vs radio lovers

Ma chi è oggi un disc jockey?
Chi troviamo in questa figura che è antica quanto la radiodiffusione stessa? Cosa significherà passare la maggior parte delle giornate in una “bolla comunicazionale” [8]  quale quella generata da delle cuffie?
Chi ci propone dei contenuti o ci accompagna in molti momenti “di svago o di riposo, di sogno o di evasione”?
Chi sta al microfono allestisce semplicisticamente voci, suoni e rumori, o forse quello che viene prodotto significa più di quanto si possa immaginare?
Cosa accade tuttʼoggi in quei piccoli studi a chi tuttavia riesce ancora ad avere lʼonore di una trasmissione via etere?

Ad ogni modo il grande oggetto misterioso della radio rimane sempre lʼascoltatore - ovvero “il pubblico, con le sue abitudini, i suoi mutamenti, i suoi gradimenti e i suoi malumori:
oggetto indecifrabile e, insieme, determinante punto di riferimento” [9].
Sarà forse anche per questo, ma oggi parlare della figura del dj, secondo me, significa riuscire a tracciare alcuni degli aspetti di una persona abbastanza poliedrica.
Alla radio è uno speaker concentrato a sviluppare il dialogo con il proprio pubblico, al fine di captarne gusti e orientamenti. Nella vita di tutti i giorni è un rabdomante e “imprenditore
delle passioni” [10].

Si da il caso che molti dj radiofonici siano anche dei talent scout, giornalisti, blogger, fantastici professionisti nonché organizzatori di grandi eventi nazionali, in cerca, a volte, di “secret location”, per regalare così alla gente musica e giuste atmosfere.

Per dare consistenza al livello di rapporto che a volte si stabilisce con un dj, preferisco riportare alcune delle parole di un ascoltatore di Eclettica:
“Eclettica è una trasmissione originale, complessa, flessibile, coinvolgente, multiforme, variabile, appassionante, intrigante, vibrante, profonda…grazie al suo conduttore.
Eclettica è una piazza virtuale dove fluiscono un sacco di cose, musica, cinema, letteratura, parole, parole della gente e del conduttore, aperto ad ascoltare ed ad interagire con gli ascoltatori, così Eclettica diventa una trasmissione vissuta, sentita e in continua costruzione.”

Sketchatune prove per una radio-diario off air

Lo scopo di Sketchatune si orienta pertanto sullʼanalisi di questo cortocircuito: da una parte il lato umano della radio, emozioni, musica e parole, dallʼaltro, il lato digitale del web assieme alle sue dinamiche sociali e di collaborazione. Il tutto tramite una proposta di design per una interactive web radio community, una piattaforma on line dove ascoltatori e dj possono realizzare una sorta di grande diario di bordo per lʼintero programma radiofonico.
Per questo progetto molti spunti sono stati ricavati dalle parole e dai bisogni degli utenti stessi.

Da unʼintervista al dj Giulio, per esempio:

> Preferisci anticipare o consolidare certi interessi degli ascoltatori?
Tutti e due, sono due godimenti di tipo completamente diverso.
> Come ottieni determinate conferme o smentite riguardo le tue scelte?
Ora, con la tecnologia, è facile: mail, myspace,…. riassumendo internet!
> Secondo te cosʼè più vicino alla musica… una foto, un gesto, un testo…
Un fremito.
> DJ: una piccola parola per dire…
Fidati di me.
> Una parte della radio che non vorresti mai cambiare anche con lʼavanzare della tecnologia.
La scoperta dellʼinaspettato!
> Pensi a come possa evolversi Eclettica fra un paio di anni?
Ancora più legata a e influenzata da internet e dalla tecnologia, ma sempre rimanendo molto “calda”.
> È secondo te importante la possibilità “dʼincontro” tra gli ascoltatori di Eclettica?
Eʼ fondamentale, anche per chi conduce la trasmissione.
> Myspace vs radio = pubblico vs privato oppure…?
Sinergia da sfruttare senza farsi travolgere.
> Cosa chiederesti agli ascoltatori?
Di non perdere il gusto di fare nuove scoperte, di assaggiare nuovi sapori.

Un poʼ diversa era stata la reazione nei confronti della tecnologia da parte degli ascoltatori, che ovviamente sentivano più rassicurante il caro etere.
A quanto pare lʼipotesi di integrare lʼesperienza della radio nel web non li esalta molto.
La maggior parte di loro dichiara di apprezzare il podcast, per esempio, ma si limita soltanto all’appoggiarsi.

Personalmente ascolto le puntate solo attraverso il podcast e quando Giulio le manda in rete il venerdì, ne approfitto ascoltandole nei fine settimana. Tutte di fila durante le mie letture. Questa è una pratica impersonale.
Leggo molto ma nel più assoluto silenzio. Con Eclettica ci riesco.
Sarà banale ma è vero Eclettica è una dimensione, ed allontanandomi dalla poesia dico che è un spazio riuscito.
È vero che la tecnologia aiuta lʼespressione… siamo nellʼetà dellʼelettronica, della comunicazione fatta di flussi, ma è importante che la comunicazione abbia unʼanima.

La radio è “lʼinterfaccia tra tempo sociale e tempo personale” [11], Sketchatune ha provato ad immaginarne uno scenario proponendo unʼinterfaccia con gli elementi che seguono:

  • Diario di bordo

Lʼidea è di garantire allʼutente uno spazio pubblico ma nello stesso tempo uno spazio privato. Questʼultimo è ottenibile soltanto dopo la registrazione ad un profilo personale.
In ogni caso qualsiasi utente può avere accesso a Sketchatune, anche se le funzioni sarebbero ridotte. Lʼaccesso per tanto non è esclusivamente rivolto agli utenti registrati,
che in ogni caso usufruiscono della possibilità di commentare, gestire il proprio archivio digitale ma soprattutto di condividere la propria pagina con il dj e con qualche altro amico
ascoltatore, quasi si trattasse di un diario di bordo comune.

  • Visual Browsing Archive

La gestione dei file è sempre stato un argomento alquanto importante soprattutto se si considera la facilità di produzione e diffusione degli stessi. Sia che si tratti dellʼhome page che della pagina personale, gli utenti avrebbero sempre a portata di mano lʼarchivio aggiornato dei podcast e in aggiunta il proprio archivio giornaliero con il resto delle attività svolte (appunti, note su artisti da ascoltare, disegni, immagini pronte da aggiungere nei commenti…).
Il browsing dei file avviene attraverso una ricerca per tag o visual browsing del film strip dei file.

  • Iconic palette editor

La maggior parte delle azioni che è possibile mettere in pratica su Sketchatune provengono dalla tool box, ovvero una serie di oggetti messi a disposizione dellʼutente per permettergli azioni come quella di scrivere, aggiungere una foto, dei link, ottenere informazioni, assegnare un bookmark a qualcosa che piace…
La serie degli oggetti messi a disposizione rimane pressoché invariata, sia che si tratti della palette editor nella pagina privata del dj o dellʼascoltatore così come nella home page. Lʼunica differenza sta in qualche altro tool in aggiunta al dj visto che potrebbe avere anche la possibilità di utilizzare una console di editing per le sue puntate radiofoniche.

  • Timed tag player

Il player viene sviluppato partendo da una idea, quella di lasciare una traccia nella traccia in ascolto. La caratteristica di questo player è la possibilità da parte di un utente registrato, di aggiungere un commento nella singola traccia che andrà a selezionare. Di ogni commento se ne mantiene la memoria, per tanto qualsiasi aggiunta alla traccia rimarrà là ancorata così che tutti gli utenti possano averne conoscenza in qualsiasi momento dei loro ascolti. Il risultato sarà quello di assistere ad una sorta di commenti fluttuanti provenienti dalla traccia che li ha ricevuti e che in quel momento si sta
ascoltando.

Lʼazione di tag in timeline lʼho ritenuta interessante al fine di coniugare nel modo migliore i diversi sistemi di rappresentazione: uno basato sulla scrittura e lʼaltro sulle immagini. Non si tratta della semplice azione di displaying delle informazioni, perché la struttura interna permette unʼesplorazione su diversi livelli: si passa dai dettagli intimi di ogni singola persona allʼesperienza globale di una comunità per intero.
Ogni traccia digitale on line degli utenti diviene invece motivo di feedback per il dj e la sua trasmissione (evitando certi “scrobbling” come Last.fm insegna).

Gli utenti usufruiranno di una sorta di “social browsing”: unʼesplorazione lungo le proprie emozioni ma nello stesso tempo attraverso altri punti di vista.
In una forma un poʼ diversa la BBC ha sviluppato “Find listen label”, un sistema di “annotable audio” che permette agli utenti nella forma di una pagina wiki, di creare annotazioni sulla traccia che si ascolta.

La BBC definisce infatti questa operazione “a collaborative segmentation of radio programmes”. Altri riferimenti per timed tag si possono invece trovare in Viddler e SoundCloud. Esempi di browsing su timeline dinamica provengono invece da Tun3r e, anche se non per la radio, in The Whale Hunt.

  • Rss news and updated

Ogni utente di Sketchatune ha la possibilità di usufruire così come di aggiungere news: informazione del tipo: “last album”, “last cover art”, “last zine”, “last user” e “last event”.

  • Stream game

Lʼascolto della musica avviene grazie ai podcast ma anche allo streaming. Durante la diretta, infatti, tutti gli utenti saranno in grado di interagire in tempo reale e in una sorta di
gioco radiofonico con le scelte musicali del dj.

Prospettive dallʼattualità

Sketchatune non lo troverete attivo on line ma dʼaltronde è stata una buona occasione per capire come la radio sia fatta da una coralità di voci appassionanti e sempre aperte al
confronto. Sketchatune ha raccolto la sensibilità della radio per farne un progetto utile per ogni spunto futuro.

Riuscire a dare un corrispettivo nel web ad una esperienza come quella della radio non significa costringerla ad adattarsi obbligatoriamente a delle leggi che non le sono proprie!
In questo caso il lavoro più giusto da ottenere è quello di non allontanare la radio alla contemporaneità delle altre forme di comunicazione on line ma nello stesso tempo far sì
che rimanga sempre un mezzo caldo.
La radio oggi è in Fm, streaming, satellite e dab. Eʼ nella sua canonica music box, così come in un cellulare, in un iphone, in un lettore mp3 o in un computer.
Lʼascoltiamo in casa, per strada, in auto, ma anche al pub! Grazie alla logica degli archivi sonori on demand, il podcast, la ritroviamo sempre in formato mp3 on line.
Esiste perfino la possibilità per ognuno di avere una radio personale, “Do it by yourself” radiofonico.

Ma vediamo nel particolare di ognuno di questi fenomeni cosa accade.

Ad esempio, la mia sensazione di oggi è che tutte quelle sperimentazioni di radio on line perdano sempre dʼocchio alcuni quegli elementi che fanno sì che lʼesperienza della radio possa definirsi tale. Infatti trovo molto spesso esempi in cui la selezione musicale è generata random dal sistema piuttosto che da una persona di fiducia. Come di contro una puntata del musicista David Byrne[12] potrebbe essere già un esempio di come riacquistare il rapporto con il pubblico mandando in onda musica e consigli da e ricorrere ad un algoritmo che elabora i gusti dellʼutente.

Dal mondo del cloud computing il nuovo Spotify è un esempio di cui è innegabile lʼinnovazione in termini di crowdsourcing, di playlist remix e di peer-to-peer music streaming, ma anche qui dello spirito radiofonico rimane ben poco.
Unʼatmosfera diversa si può per esempio trovare in MeeMix, una Internet radio community che, in maniera molto intuitiva, si focalizza sulle esigenze del singolo utente che qui può customizzare la stazione radio tramite il mood del momento (relax < — > party) oppure utilizzando la slider ʼsurprise meʼ. Si può pensare di condividere con Twitter o Facebook la musica preferita tramite così come dare un occhio alla comunità di MeeMix stessa.
RadioMusicCubes, Musicovery, Stereomood, Tune Glue, MusicMesh sono invece degli altri esempi da segnalare come modalità intelligenti di navigazione dinamica al fine reperire musica e informazioni. Come anche il recentissimo Mixcloud che propone una selezione o cloudcast di music shows, podcast e dj mixes. Il sistema di Mixcloud permette ad ogni utente di filtrare le ricerche tramite “popular tag”, “recommended”, “follow people” oltre che ad un motore di ricerca abbastanza esaustivo. Interessante è la sessione “featured” che con una bellissima veste grafica ci informa degli ultimi spettacoli nonché
festival ed eventi. Molti servizi sono pure reperibili sui nostri iPhone, come nel caso di Pandora, LastFm, AOL, Stitcher Radio o StreamItAll Radio.
Esistono anche esperimenti come Olinda (BBC DAB radio). In questo caso la radio cʼè, la tocchi, ti sintonizzi sulle frequenze che vuoi, ma in più ottieni ulteriori informazioni riguardo gli amici che sono anche loro in ascolto. Insomma è quello che potremmo definire esempio di social hardware: una radio digitale (DAB) che combina insieme attività di ascolto e una applicazione di social network come Facebook.

Ma in attesa che i desideri di un radioamatore vengano esauditi, mi diverto ad ascoltare i radio show della band dei Trovarobato, mi sintonizzo sulle frequenze di Radio24 con il suo nuovo programma NovaLab24, ascolto i podcast di alcune net label come RCRD LBL, continuo a dare un occhio a Facebook o Myspace per sapere cosa accade alla community di Rockfamily così nel suo genere!

Adesso, però, ascolto una puntata di Eclettica, apro il diario e disegno senza fretta.

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LINKS

Le sperimentazioni sulla radio vanno di pari passo al tempo che abbiamo nella sua fruizione: un tempo rilassato, anche perché almeno la radio non si potrebbe ascoltarle in fast forward!

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2 Responses to “Sketchatune: prove off air per unʼinteractive web radio community.”

  1. [...] Sketchatune: prove off air per unʼinteractive web radio community. di Giovanna Nicosia [...]

  2. [...] Sketchatune: prove off air per unʼinteractive web radio community. Lo scopo di Sketchatune si orienta pertanto sullʼanalisi di questo cortocircuito: da una parte il lato umano della radio, emozioni, musica e parole, dallʼaltro, il lato digitale del web assieme alle sue dinamiche sociali e di collaborazione. blog: UX Magazine | leggi l’articolo [...]

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