
D: Ciao Piero, raccontaci brevemente di te.
P: Laureato in Ingegneria Elettronica ma di fatto un Matematico. Mi sono sempre occupato di tecnologie della collaborazione che un tempo andavano sotto il nome di CSCW, Computer Supported Cooperative Work, poi commercializzate come Groupware e adesso sperse nelle varie tecnologie web 2.0. Attento ai temi del design, nel 2000 ho creato quello che credo sia stato uno dei primi Usability Lab in Italia. ho creato e venduto due aziende di successo la Perseo e la Framfab Italia rispettivamente alla Ernst&Young e alla ATKearney. Attualmente sono impegnato nel lancio di Glossom, www.glossom.com, un social media network per visual creatives, che senza i clamori della stampa e della comunità internet italiana si sta affermando come una delle applicazioni leader nel suo settore a livello globale.
D: Cos’è UXconference secondo te?
P:Potenzialmente un luogo dove incontrare persone interessanti, augurabilmente qualcuno con una passione genuina sui temi del design digitale.
D: Cosa dovremmo attenderci dalla conferenza?
P: Vorrei capovolgere la domanda. Cosa non vorresti trovare alla conferenza? Autocelebrazione e piagnistei di gruppo.
D: Di cosa ci parlerai a UXconference?
P:Parlerò dell’esperienza reale nel design della User Experience di Glossom dal punto di vista chi ha in mano contemporaneamente le redini dello sviluppo e i cordoni della borsa.
D: Spiegaci perché il tuo speech porterà valore alla conferenza
P: Perché sarà genuino, no frills.
Tags: conferenza, conferenze, eventi, lugano, speaker, user experience, uxconference

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Sicuramente sarà uno speech genuino e no frills, dove non dirai nulla delle azioni pesanti di spam che glossom porta avanti su varie piattaforme social.
presso questo link potete godere di una simpatica discussione fra utenti di Flickr in cui interviene anche il Rivizzigno.
Leggetevi il thread davvero divertente, sopratutto quando gli utenti indispettiti gli corregono l’uso dei pronomi.
http://www.flickr.com/groups/diecicento/discuss/72157624363318767/
Speravo che la UX conference fosse una cosa seria, invece invitate la crème dei fuffivendoli!