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	<title>Comments on: Verso una qualità sufficientemente buona: sull&#8217;evoluzione del web e la flessibilità figurata</title>
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	<description>Appunti e spunti sull'esperienza d'uso</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:20:12 +0000</pubDate>
	
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		<title>By: Per un processo rotondo e a misura d&#8217;utente: dal Due.1 alle necessità emergenti - UXmagazine</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-602</link>
		<dc:creator>Per un processo rotondo e a misura d&#8217;utente: dal Due.1 alle necessità emergenti - UXmagazine</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:55:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] affrontare questo mese si riallaccia in parte a un discorso già precedentemente trattato sulla qualità sufficientemente buona e in particolare sulla questione del processo di progettazione che si trova a mio avviso in un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] affrontare questo mese si riallaccia in parte a un discorso già precedentemente trattato sulla qualità sufficientemente buona e in particolare sulla questione del processo di progettazione che si trova a mio avviso in un [...]</p>
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		<title>By: Luca Mascaro</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-238</link>
		<dc:creator>Luca Mascaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:18:12 +0000</pubDate>
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		<description>Gli spunti sono molti e molto interessanti, alla fine però resta un punto su cui designer, ingegneri, artigiani, economisti, etc si scontrano da decenni: cosa si intende per qualità.

Il punto è sempre se la qualità si debba intendere sul potenziale teorico, fattibile, del leader di mercato o della media del mercato giocando sempre sul concetto dell'accettazione da parte degli utenti (che tra l'altro è uno dei vizi maggiori dello user centered design quello di permettere la creazione di prodotti non mediocri ma non fantastici).

Una delle spiegazioni più chiare in materia me la diede Gregory Loney qualche anno fa nel gruppo ISO affermando che alla fine il concetto di qualità di un prodotto e forse l'aspetto più impalpabile e soggettivo che il prodotto stesso possiede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli spunti sono molti e molto interessanti, alla fine però resta un punto su cui designer, ingegneri, artigiani, economisti, etc si scontrano da decenni: cosa si intende per qualità.</p>
<p>Il punto è sempre se la qualità si debba intendere sul potenziale teorico, fattibile, del leader di mercato o della media del mercato giocando sempre sul concetto dell&#8217;accettazione da parte degli utenti (che tra l&#8217;altro è uno dei vizi maggiori dello user centered design quello di permettere la creazione di prodotti non mediocri ma non fantastici).</p>
<p>Una delle spiegazioni più chiare in materia me la diede Gregory Loney qualche anno fa nel gruppo ISO affermando che alla fine il concetto di qualità di un prodotto e forse l&#8217;aspetto più impalpabile e soggettivo che il prodotto stesso possiede.</p>
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	<item>
		<title>By: Diana Malerba</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-234</link>
		<dc:creator>Diana Malerba</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:23:51 +0000</pubDate>
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		<description>Si, Sara, e in questo le responsabilità e la perdita, anche di opportunità, ritengo sia comune, del datore di lavoro e del dipendente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, Sara, e in questo le responsabilità e la perdita, anche di opportunità, ritengo sia comune, del datore di lavoro e del dipendente.</p>
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		<title>By: Sara</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-233</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:09:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sono molto d'accordo su uno degli aspetti che solleva Paolo nel suo blog:
a livello aziendale c'è troppo spesso pochissimo interesse sull'innalzare la qualità, quindi "troppo spesso gli sforzi vengono vanificati". 
Questo fa sì che i professionisti del settore approfondiscano e si impegnino a migliorarsi solo in pochi casi (per coscienziosità verso il proprio lavoro, per interesse personale o bisogno di un'attività cerebrale più intensa), mentre per la maggiore va un atteggiamento del tipo "chi me lo fa fare", o di apatia causa curiosità non stimolata, o addirittura di frustrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo su uno degli aspetti che solleva Paolo nel suo blog:<br />
a livello aziendale c&#8217;è troppo spesso pochissimo interesse sull&#8217;innalzare la qualità, quindi &#8220;troppo spesso gli sforzi vengono vanificati&#8221;.<br />
Questo fa sì che i professionisti del settore approfondiscano e si impegnino a migliorarsi solo in pochi casi (per coscienziosità verso il proprio lavoro, per interesse personale o bisogno di un&#8217;attività cerebrale più intensa), mentre per la maggiore va un atteggiamento del tipo &#8220;chi me lo fa fare&#8221;, o di apatia causa curiosità non stimolata, o addirittura di frustrazione.</p>
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		<title>By: Diana Malerba</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-232</link>
		<dc:creator>Diana Malerba</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:05:10 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Paolo, mi fa molto piacere la citazione e spero che possa essere uno spunto per allargare il discorso ad altri utenti :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo, mi fa molto piacere la citazione e spero che possa essere uno spunto per allargare il discorso ad altri utenti :)</p>
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		<title>By: Paolo</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-230</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:18:59 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Diana, un post molto interessante su cui sto facendo delle riflessioni.
Alcune le ho messe sul mio blog commentando il tuo articolo.
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Diana, un post molto interessante su cui sto facendo delle riflessioni.<br />
Alcune le ho messe sul mio blog commentando il tuo articolo.<br />
A presto</p>
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		<title>By: Diana Malerba</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-228</link>
		<dc:creator>Diana Malerba</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 12:03:33 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d'accordo sul discorso dell'utenza, ma in questo caso dovevo parlare del pubblico generico, e di conseguenta della massa. 
Il concetto di qualità in crescita nel mercato anglosassone mi piacerebbe approfondirlo.
Per l'educazione dell'utente sarei stata d'accordo qualche anno fa, ma credo che oggi, che gli utenti hanno una capacità di determinazione nettamente elevata l'adattamento alle loro esigenze sia d'obbligo (sono pokevoluti ;o) ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo sul discorso dell&#8217;utenza, ma in questo caso dovevo parlare del pubblico generico, e di conseguenta della massa.<br />
Il concetto di qualità in crescita nel mercato anglosassone mi piacerebbe approfondirlo.<br />
Per l&#8217;educazione dell&#8217;utente sarei stata d&#8217;accordo qualche anno fa, ma credo che oggi, che gli utenti hanno una capacità di determinazione nettamente elevata l&#8217;adattamento alle loro esigenze sia d&#8217;obbligo (sono pokevoluti ;o) ).</p>
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		<title>By: Sara</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/innovation-design/verso-una-qualit-sufficientemente-buona-sullevoluzione-del-web-la-flessibilit-figurata/comment-page-1/#comment-227</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:03:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=741#comment-227</guid>
		<description>Ottimo articolo, solleva molti interrogativi e mina qualche radicata certezza. Fa sempre bene interrogarsi su quello che ci sta succedendo, e farlo "in tempo reale" non è sempre facile.

Però non sono d'accordo proprio su tutto.
Per esempio, per quanto riguarda il copy: credo che la qualità della scrittura dipenda dall'utenza e, quindi, dal tipo di sito. Ci sono ancora siti dedicati ad "élite" o a utenti esigenti, anche se non sono di certo la maggioranza.

Per quanto non sia molto apprezzata al momento, secondo me si va comunque verso un innalzamento della qualità: almeno in mondo anglosassone ci sono varie riflessioni su questi argomenti, rifessioni che stanno iniziando, lentamente come sempre, anche in Italia.
L'esigenza di arrivare al maggior numero di utenti possibili ci spinge spesso ad abbassare la qualità, o alla semplificazione. La semplificità e la qualità, a volte, possono andare di pari passo, se sapientemente usate.
Inoltre credo che l'utente, a volte, voglia essere educato. Quindi non è detto che non ci segua se la qualità viene innalzata. (O forse è una speranza, la mia?) Naturalmente bisogna tenere sempre presente il target del sito su cui si scrive e introdurre la qualità passo passo.

Per il discorso dei motori di ricerca: credo che ci siano altri modi per far trovare degli articoli anche senza usare per forza le parole chiave nel testo o comunque modificare i propri testi in modo da privilegiare l'indicizzazione (parlo dei metatag, per esempio). Per questo, una conoscenza non solo verticale, è sicuramente utile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo, solleva molti interrogativi e mina qualche radicata certezza. Fa sempre bene interrogarsi su quello che ci sta succedendo, e farlo &#8220;in tempo reale&#8221; non è sempre facile.</p>
<p>Però non sono d&#8217;accordo proprio su tutto.<br />
Per esempio, per quanto riguarda il copy: credo che la qualità della scrittura dipenda dall&#8217;utenza e, quindi, dal tipo di sito. Ci sono ancora siti dedicati ad &#8220;élite&#8221; o a utenti esigenti, anche se non sono di certo la maggioranza.</p>
<p>Per quanto non sia molto apprezzata al momento, secondo me si va comunque verso un innalzamento della qualità: almeno in mondo anglosassone ci sono varie riflessioni su questi argomenti, rifessioni che stanno iniziando, lentamente come sempre, anche in Italia.<br />
L&#8217;esigenza di arrivare al maggior numero di utenti possibili ci spinge spesso ad abbassare la qualità, o alla semplificazione. La semplificità e la qualità, a volte, possono andare di pari passo, se sapientemente usate.<br />
Inoltre credo che l&#8217;utente, a volte, voglia essere educato. Quindi non è detto che non ci segua se la qualità viene innalzata. (O forse è una speranza, la mia?) Naturalmente bisogna tenere sempre presente il target del sito su cui si scrive e introdurre la qualità passo passo.</p>
<p>Per il discorso dei motori di ricerca: credo che ci siano altri modi per far trovare degli articoli anche senza usare per forza le parole chiave nel testo o comunque modificare i propri testi in modo da privilegiare l&#8217;indicizzazione (parlo dei metatag, per esempio). Per questo, una conoscenza non solo verticale, è sicuramente utile.</p>
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