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	<title>Comments on: Astronavi e altre riflessioni sulla semplicità</title>
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	<description>Appunti e spunti sull'esperienza d'uso</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:06:01 +0000</pubDate>
	
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		<title>By: Diego Franzini</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/asrtronavi-altre-riflessioni-sulla-semplicit/comment-page-1/#comment-677</link>
		<dc:creator>Diego Franzini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Davide per il contributo.

Penso che l'esempio del telefono di Norman sia una forzatura, ma condivido il concetto a cui vuole arrivare. La semplicità non come valore assoluto e obiettivo finale, ma come strumento da dosare con intelligenza per ottenere dei prodotti migliori.

Nel "dosare con intelligenza" secondo me si innesta il tuo discorso sulla necessità di considerare il contesto di riferimento. E sul fatto che il progettista deve gestire la complessità che sta dietro ad un'interazione studiata per essere comprensibile e lineare.

Rispetto a queste considerazioni provo a sintetizzare dicendo che "semplicità" non è uguale a "semplificazione", ma a "gestione della complessità"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Davide per il contributo.</p>
<p>Penso che l&#8217;esempio del telefono di Norman sia una forzatura, ma condivido il concetto a cui vuole arrivare. La semplicità non come valore assoluto e obiettivo finale, ma come strumento da dosare con intelligenza per ottenere dei prodotti migliori.</p>
<p>Nel &#8220;dosare con intelligenza&#8221; secondo me si innesta il tuo discorso sulla necessità di considerare il contesto di riferimento. E sul fatto che il progettista deve gestire la complessità che sta dietro ad un&#8217;interazione studiata per essere comprensibile e lineare.</p>
<p>Rispetto a queste considerazioni provo a sintetizzare dicendo che &#8220;semplicità&#8221; non è uguale a &#8220;semplificazione&#8221;, ma a &#8220;gestione della complessità&#8221;</p>
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		<title>By: Davide 'Folletto' Casali</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/asrtronavi-altre-riflessioni-sulla-semplicit/comment-page-1/#comment-662</link>
		<dc:creator>Davide 'Folletto' Casali</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:24:49 +0000</pubDate>
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		<description>E' curioso perché mi sembra una argomentazione a favore del semplice, piuttosto che una argomentazione contro.

Di per sé il semplice non esiste senza un contesto, è sempre un "semplice rispetto a" e il "rispetto a" riguarda l'aspettativa dell'utente riguardo ad una azione.

Norman secondo me fa un'opera eccessivamente riduzionista con i suoi esempi: un telefonino con un solo bottone è sicuramente semplice, ma anche un telefonino senza bottoni, e pure un telefonino senza hardware e a quel punto anche un sasso. Però, mi direte, non è più un telefonino.
Appunto: la semplicità è in relazione al contesto, quindi, un telefono con un solo bottone non svolgerebbe la sua funzione e quindi non sarebbe semplice, ma deficitario.

Così una interfaccia complessissima potrebbe essere semplice rispetto ad una necessità differente.

Fatto è che il concetto di semplice si lega anche ad un fattore percettivo e quindi il termine semplice di per sé diventa un termine... complesso. Ma questa è proprio la natura delle cose semplici: fare apparire intuitiva, percettivamente lineare e funzionalmente chiara una cosa, nascondendo, filtrando o manipolando la complessità sottostante. Il termine stesso semplice, quindi è così.

Infatti, nel momento in cui percepiamo una interfaccia abbiamo istantaneamente una percezione che possiamo definire semplice, o meno. Ed è su questa che Norman si diverte a giocare, ignorando la sua relazione con il contesto quando più gli fa comodo.

La semplicità nel design è quindi quello che tu vai argomentando: pur dicendo che "non è semplicità", stai argomentando a mio avviso proprio la semplicità nel design e tutto quello che implica. :)

Ovvero, rispetto a Norman, hai aggiunto che la semplicità è qualcosa di più complesso di quello che Norman stesso dice. :)

Curioso, vero? :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; curioso perché mi sembra una argomentazione a favore del semplice, piuttosto che una argomentazione contro.</p>
<p>Di per sé il semplice non esiste senza un contesto, è sempre un &#8220;semplice rispetto a&#8221; e il &#8220;rispetto a&#8221; riguarda l&#8217;aspettativa dell&#8217;utente riguardo ad una azione.</p>
<p>Norman secondo me fa un&#8217;opera eccessivamente riduzionista con i suoi esempi: un telefonino con un solo bottone è sicuramente semplice, ma anche un telefonino senza bottoni, e pure un telefonino senza hardware e a quel punto anche un sasso. Però, mi direte, non è più un telefonino.<br />
Appunto: la semplicità è in relazione al contesto, quindi, un telefono con un solo bottone non svolgerebbe la sua funzione e quindi non sarebbe semplice, ma deficitario.</p>
<p>Così una interfaccia complessissima potrebbe essere semplice rispetto ad una necessità differente.</p>
<p>Fatto è che il concetto di semplice si lega anche ad un fattore percettivo e quindi il termine semplice di per sé diventa un termine&#8230; complesso. Ma questa è proprio la natura delle cose semplici: fare apparire intuitiva, percettivamente lineare e funzionalmente chiara una cosa, nascondendo, filtrando o manipolando la complessità sottostante. Il termine stesso semplice, quindi è così.</p>
<p>Infatti, nel momento in cui percepiamo una interfaccia abbiamo istantaneamente una percezione che possiamo definire semplice, o meno. Ed è su questa che Norman si diverte a giocare, ignorando la sua relazione con il contesto quando più gli fa comodo.</p>
<p>La semplicità nel design è quindi quello che tu vai argomentando: pur dicendo che &#8220;non è semplicità&#8221;, stai argomentando a mio avviso proprio la semplicità nel design e tutto quello che implica. :)</p>
<p>Ovvero, rispetto a Norman, hai aggiunto che la semplicità è qualcosa di più complesso di quello che Norman stesso dice. :)</p>
<p>Curioso, vero? :)</p>
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