Estetica e interazione a cura di Silvio Cioni

Sempre più gli spazi che abitiamo si popolano di oggetti che possiedono qualità tecnologiche. Per quanto questa possa rappresentare una tendenza affascinante da assecondare, soprattutto in termini progettuali, tuttavia c’è ancora una profonda separazione tra gli oggetti di design e quelli che integrano prestazioni tecnologiche.
La separazione diventa evidente nell’estetica e nel valore iconico che questi oggetti rappresentano.
È inutile negare che c’è ancora, tra i designer, una diffusa e insana predisposizione a immaginare (e progettare) gli oggetti tecnologici come vincolati a forme e materiali che li rendono spesso intrusivi, troppo riconoscibili e poco integrati negli spazi quotidiani; come se lo sforzo di progettare l’esperienza d’uso si esaurisse con la progettazione dell’interfaccia senza considerare il valore estetico e simbolico dell’oggetto, che rimane perciò alieno nel contesto di utilizzo.
Se gli oggetti diventano interconnessi, possono scambiare informazioni tra loro, si integrano e si mescolano con lo spazio circostante, perché allora non è possibile immaginarsi un’estetica che sfrutti gli aspetti iconici (e tangibili) degli oggetti di uso quotidiano digitally-enhanced, per creare esperienze utente piacevoli e coinvolgenti?

Un progetto che rappresenta un tentativo interessante della progettazione di estetica e interazione per gli oggetti di uso quotidiano che integrano qualità tecnologiche, è Widgetable di Roberto Pansolli, sviluppato come progetto finale del Master in Interaction Design 2007 di Domus Academy, in collaborazione con Veneta Cucine e sotto la supervisione di Claudio Moderini.
Potete vedere il video qui.
Widgetable è un ambient table (interactive kitchen table) che visualizza informazioni e contenuti web-based (meteo, news, mail), e permette di interagire con altri device mobili (come telefoni cellulari o player musicali) e gli elettrodomestici della cucina.
In particolare l’interfaccia del tavolo è touch-based (touch pad wheel) e utilizza un linguaggio visivo basato su pattern specifici che rappresentano canali di informazione differenti. La superficie del tavolo mostra una visione aggregata delle informazioni, mentre il bordo è utilizzato per fornire ulteriori dettagli in forma testuale.
Widgetable, propone elementi di discussione e spunti progettuali interessanti.
L’utilizzo di pattern visivi specifici per interagire con i diversi canali permette di costruire un linguaggio di interazione molto intuitivo e con una estetica molto forte. Il valore iconico del tavolo (cuore della convivialità della casa) si arricchisce di componenti digitali che rafforzano, ed estendono con nuovi significati, l’aspetto di centralità dell’elemento nella cucina.
Analizzando progetti come Widgetable, risulta evidente come il design degli oggetti tecnologici debba considerare sempre due elementi, essenziali nella progettazione: Estetica (della forma) e (superficie dell’) Interazione.
Tags: aestetics, ambient display, interaction design, smart object, touch, user experience, visual patterns, widgets
Idea anche valida ma ancora allo stato “grezzo”!
Studiate designer, studiate…