
“Spazio. Ultima frontiera. Seven of Nine collega la sua interfaccia neurale a quelle di altri droni al fine di rimembrare ricordi cancellati.”
Gran parte dei riferimenti tecnologici contemporanei ci vengono dalle visioni e pre-visioni di autori di romanzi di fantascienza. In “Star Trek” o “The Matrix”, cyborg collegati al cyberspazio mediante innesti cerebrali, sono i veri protagonisti.
Non è più solo fantascienza.
Dispositivi capaci di misurare onde cerebrali e trasformarle in vere e proprie “azioni”, sono oggi disponibili sul mercato consumer a prezzi abbordabili.
NeuroSky, OCZTechnology, Emotiv, per fare qualche esempio, ne offrono di interessanti.
Questi video mostrano l’uso degli apparecchi:
1. Video 1
2. Video 2
3. Video 3
4. Video 4
5. Video 5
6. Video 6
La facilità d’uso e la possibilità per alcuni prodotti di creare applicazioni mediante avanzati tool di sviluppo, ne aumentano notevolmente il fascino. Pensiamo a quanta ricerca e quanto hack si possa fare da parte di hobbysti e professionisti.
Il mondo dei videogame, attento al’innovazione e sempre alla ricerca di nuovi paradigmi di interazione e di “immersione” in mondi virtuali, si appresta quindi a compiere un passo importante, cercando di affiancare interfacce neurali ad un sistema basato su dispositivi fisici (joypad) e/o sulla corporeità (es. le gesture della Nintendo Wii o della futura Microsoft XBox - Project Natal).
Anche ambienti 3D virtuali (es. SecondLife) influenzeranno e saranno a loro volta influenzati da queste tecnologie emergenti. L’immersione sarà un’esperienza completamente nuova.
http://www.youtube.com/watch?v=MSuvVOIRH3s
A breve tali interfacce saranno mature e abbastanza stabili per l’introduzione di un vero e proprio device per il gioco “mentale”, creando di conseguenza un approccio completamente diverso al gioco ed alla giocabilità.
Notizie recenti riportano il successo di comunicazione effettuata da cervello a cervello (B2B, brain to brain) via internet, mediante interfaccia neurale non invasiva.
Guardate il video, è molto interessante.
Anche il gioco on line multiplayer non sembra una meta lontanissima.
Anche chiamata Brain Computer Interface (BCI), è un percorso di comunicazione diretta tra un cervello umano o animale ed un dispositivo esterno.
Tali dispositivi, potendo trasmettere o ricevere segnali da e verso il cervello, possono essere utilizzati per il gaming, come detto in precedenza, ma anche per ripristinare la funzione o il movimento di organi sensoriali o di arti compromessi o danneggiati.
Qualità del segnale utilizzato nell’interazione ed invasività del dispostivo, sono i fattori fondamentali che ne determinano il tipo, parleremo di:
_ Brain Computer Interfaces non invasiva: quando il dispositivo è esterno al cranio. Ha dato buoni risultati in ambito medicale, ridando a pazienti paralizzati, la capacità di muovere protesi muscolari e ripristinare il movimento parziale degli arti.
Uno dei dispositivi più diffusi in questa categoria è l’EEG o elettroencefalografia in grado di registrare l’attività elettrica dell’encefalo, ma ricordiamo anche la Magnetic Resonance Imaging, la Magnetoencegaphalogram (MEG) e la Near-Infrared Spetcrosocopy.
Tutti i dispositivi in vendita, sono non invasivi e la maggioranza di questi, usa proprio i segnali rilevati dall’EEG come input.
Pro: esterni al cranio, sicuri, facili da usare e poco costose
Contro: qualità del segnale non eccelsa, relativamente ingombranti
altrimenti parleremo di:
_Brain Computer Interfaces invasiva e semi-invasiva: quando i dispositivi sono impiantati direttamente nel cervello o all’interno del cranio.
Vengono utilizzati fondamentalmente per ripristinare l’uso di arti danneggiati o per cercare di ridare nuovamente funzionalità come la vista e l’udito, a pazienti infortunati, collegando il cervello a device esterne come telecamere, amplificatori…(neuroprostetica).
Pro: segnale di media e alta qualità
Contro: formazione di tessuto cicatriziale causato dall’innesto del dispositivo, aumento del rischio per il paziente.
Le applicazioni future saranno molteplici
Feedback alla stimolazione elettrica, migliori neurostimolatori per disabili, dispositivi intelligenti e, ovviamente, multimedia.
Sia BCI invasiva che non invasva, ha suscitato discussioni, polemiche e indotto a considerazioni.
_ Una delle sue possibili applicazioni future, potrebbe essere il potenziamento delle capacità intellettuali dell’uomo (es. la teoria della singolarità tecnologica) creando di fatto un essere biologico aumentato;
_ La possibilità di controllo mentale da parte di terzi è un’altra possibile conseguenza paventata dagli scettici, dovremmo preoccuparcene?
_ Sarà possibile anticipare i nostri pensieri?
_ Evolvere verso una comunicazione uomo macchina, che vada oltre il limite dell’interfaccia cosciente, entrando nell’universo della comunicazione dell’inconscio direttamente dalla propria “mente” (così cita un produttore), è un punto di riflessione assai importante e controverso (conscious/unconscious interfaces);
_ La biunivocità dell’interazione uomo-macchina-uomo, dove l’uomo non è/sarà il solo attore principale di un processo da sempre prerogativa umana, è altro punto degno di nota e pensiero.
Sono tantissimi i possibili punti di riflessione ed approfondimento ed aumenteranno con il migliorarsi e con l’uso delle device da parte di utenti comuni e non solo di addetti ai lavori.
Ci attende un allettante periodo, a presto.
Tags: gaming, giocabilità, interazione, videogame

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nutro perplessità.
se l’inconscio è per definizione (copioincollo): “un complesso di processi, contenuti ed impulsi che non affiorano alla coscienza del soggetto e non sono quindi controllabili razionalmente” come si può parlare di “comunicazione dell’inconscio direttamente dalla propria “mente”” (ovvio che è la propria mente, come può essere la mente di un altro?) - mi sembrano un poco le domande che ci fanno la sera della cena di matura, guardando le stelle e sentendosi parte del Creato.