Appunti e spunti sull’esperienza d’uso

L’interazione uomo non vedente – macchina a cura di Valeria Brigatti

interazione uomo non vedente-macchina

La domanda che mi sento porre quasi ogni volta che parlo dei miei colleghi informatici non vedenti è: “Ma come, usano il computer? E come fanno?”.

Spesso le persone ignorano che il computer è il mezzo più utilizzato dai non vedenti nella loro vita quotidiana e ciò che li rende indipendenti: permette loro di tenersi aggiornati leggendo quotidiani online e libri, facendo acquisti su internet, lo utilizzano per studiare e per lavorare, anche se non sono programmatori o studenti di informatica.

Ma come interagiscono i non vedenti con i computer?

Ciò che rende possibile l’utilizzo del computer da parte dei non vedenti è un software, chiamato “screen reader”, ossia “lettore di schermo”, che si installa su un normale computer e consente all’utente la fruizione del computer mediante sintesi vocale ed un display Braille.

Il compito dello screen reader è quello di fornire all’utente una descrizione di ciò che appare ed accade nel computer.

Ci sono fondamentalmente tre approcci utilizzati nell’interazione “uomo non vedente – computer”, tutti gestiti dallo screen reader:

  • sintesi vocale + display Braille
  • solo sintesi vocale
  • solo Display Braille

Il più delle volte ho visto usare il primo approccio, un insieme di sintesi vocale e display Braille, ma non sono rari i casi in cui viene usata la sola sintesi vocale, ad esempio quando non si conosce il Braille o non lo si conosce ad un livello tale da essere sufficientemente veloci nel portare a termine i propri task o per una questione di comodità nell’utilizzo dei dispositivi mobili. Il solo Braille è poco utilizzato in quanto preclude all’utente la possibilità di avere un’idea più dettagliata di ciò che avviene nel computer e ci si aspetterebbe un suo uso soprattutto tra i non vedenti più anziani, ma in realtà è usato anche da utenti giovani.

Vedremo in questo articolo i dispositivi utilizzati dai non vedenti e lo screen reader che permette di pilotarli.

Lo screen reader

Uno screen reader è un’applicazione software che tenta di identificare ed interpretare ciò che viene mostrato sullo schermo. Lo screen reader fornisce all’utente una struttura logica di ciò che appare ed avviene in un computer, fornendo una rappresentazione gerarchica degli elementi presenti a video. Tale interpretazione viene poi ripresentata all’utente mediante sintesi vocale (text-to-speech), display Braille o entrambe. In particolare, possiamo dire che lo screen reader solitamente si limita a fornire il contenuto degli oggetti organizzandoli di modo che l’utente possa orientarsi facilmente all’interno dell’interfaccia.

Gli screen reader costituiscono una tecnologia assistiva utile non solo ai non vedenti, ma anche agli ipovedenti, dislessici e alle persone con disabilità di tipo cognitivo o motorio. Spesso vengono usati in combinazione con altre tecnologie assistive come gli ingranditori di schermo o software di speech recognition, a seconda delle esigenze dell’utente.

Tra gli screen readers più diffusi ci sono JAWS di Freedom Scientific e Window-Eyes di GW Micro, sistemi (molto costosi) per Windows; stanno tuttavia prendendo piede screen readers open source e gratis, come NVDA (Non-Visual Desktop Access) per Windows e Orca per Linux.

Una menzione speciale spetta a VoiceOver di Apple, che adotta come politica aziendale quella di vendere tutti i propri computer già muniti di screen reader, senza costi aggiuntivi. Inoltre, lo screen reader della mela sta facendo passi da gigante e già adesso offre ai suoi utenti possibilità che gli screen reader più costosi non danno, come ad esempio poter esportare i settings personali su di una chiavetta USB da utilizzare su qualunque altro Mac, senza modificare le impostazioni di quest’ultimo oppure l’essere già compatibile con i display Braille presenti sul mercato, evitando all’utente faticose ed intricate installazioni, che spesso il non vedente non riesce a gestire autonomamente, necessitando quindi del supporto di una persona vedente.

Il display Braille

Il display Braille (o barra Braille) è un dispositivo elettro-meccanico che permette di visualizzare i caratteri del codice Braille attraverso una matrice di punti localizzati in una superficie piana. Sostanzialmente, si tratta di una riga di 20, 40 o 80 celle Braille (rettangoli di altezza 4 punti e larghezza 2 punti). Ciascuna di queste celle rappresenta un carattere del codice Braille. I punti che formano ogni carattere Braille sono sollevati da un meccanismo che utilizza la proprietà piezoelettrica di alcuni cristalli, che si espandono quando gli viene applicata una differenza di potenziale. Tale cristallo è collegato ad una leva, che a sua volta solleva il punto.

Questi dispositivi utilizzano una codifica Braille ad 8 punti, più complessa rispetto al Braille standard, che utilizza una codifica a 6 punti: ciò permette  di rappresentare tutti i 256 caratteri della codifica ASCII estesa. Oltre alle celle Braille, questi display sono dotati dei cosiddetti “tastini ausiliari”, che possono essere utilizzati per aiutare l’utente nella navigazione dello schermo.

Il sintetizzatore vocale (sintesi vocale)

Il sintetizzatore è una soluzione hardware o software che, sfruttando la scheda audio dell’elaboratore, permette di  riprodurre vocalmente, per mezzo di  una voce artificiale, il contenuto dello schermo. Il sintetizzatore è solitamente pilotato dallo screen reader che definisce il contenuto testuale da mandare in output.

L’input

In linea di massima il controllo di un computer e l’inserimento di testi da parte dell’utente non vedente viene fatto quasi  esclusivamente utilizzando una normalissima tastiera.
Per tutte le funzioni che solitamente vengono eseguite tramite il mouse, lo screen reader ed il sistema operativo vengono in aiuto dell’utente fornendo tasti di scelta rapida che permettono di spostarsi abbastanza facilmente da una finestra all’altra o da un oggetto all’altro.

Problemi di accessibilità

Nonostante l’utilizzo di screen readers, l’utente non vedente incappa spesso in problemi di accessibilità sia delle applicazioni desktop che durante la navigazione in Internet: lo screen reader non riesce a leggere correttamente il contenuto che viene visualizzato a schermo, impedendo all’utente l’uso autonomo di tali applicazioni.

Per ovviare a questi problemi, si possono percorrere due strade:

  • Migliorare l’interfaccia dell’applicazione in modo da renderla il più possibile conforme agli standard del World Wide Web Consortium (W3C) per quel che riguarda Internet, oppure seguire linee guida e best practices che portino allo sviluppo di interfacce accessibili.
  • Sfruttare gli strumenti messi a disposizione dallo screen reader (scripting language) per cercare di sopperire alla mancanza di interazione con un particolare programma o con delle applicazioni web che non sono totalmente compatibili con gli screen readers.

Nel caso si voglia agire sulle interfacce (punto 1), per quel che riguarda il web è bene far riferimento alle linee guida del W3C per realizzare interfacce web accessibili, mentre nel caso di applicazioni desktop il problema è molto più complesso. In generale, per far in modo che l’applicazione sia compatibile con lo screen reader, questa dovrebbe usare i controlli standard di Windows o del sistema operativo in cui girerà l’applicazione.

Ad esempio: se una software house decidesse di sviluppare un software con un’interfaccia grafica dove i menù o i bottoni per la selezione sono proprietari, lo screen reader non riconoscerà tale controllo e si andrà incontro a seri problemi di accessibilità.

Se si considerano le interfacce di alcuni software multimediali, spesso gli screen reader leggono semplicemente delle icone identificate con etichette seguite da un numero progressivo. In questo caso, se non viene eseguita un’etichettatura manuale delle grafiche da parte dell’utente non vedente, l’interfaccia non è utilizzabile.

In altre situazioni, si trovano le barre dei menu o gli sliders (come i volumi di un mixer) non identificabili dallo screen reader: in questo caso si può provare a riclassificare i controlli mediante il linguaggio di scripting dello screen reader (punto 2), come avviene comunemente con JAWS. In pratica, lo screen reader mette a disposizione una funzione che permette di selezionare il controllo in questione (menu o bottoni) e successivamente di indicare allo screen reader a quale classe esso
appartiene (casella di testo,bottone, lista,…).

In certi casi è anche necessaria la programmazione di brevi script che gestiscono i tasti di scelta rapida per il raggiungimento dei controlli stessi. Questo tipo di lavoro spesso deve essere eseguito con il supporto di un utente vedente.

Nel caso di JAWS, esiste una modalità di esplorazione che può essere molto utile per navigare applicazioni inizialmente inaccessibili con la sola navigazione da tastiera: questa modalità permette di spostare il puntatore del mouse in qualsiasi area dello schermo. Ciò diviene molto utile in situazioni in cui il focus dell’applicazione non è gestito in maniera corretta e di conseguenza non è garantita una navigazione logica ed organizzata dell’interfaccia.

Negli ultimi tempi, l’utilizzo di Windows (soprattutto Windows Vista) ha creato parecchi problemi di accessibilità poiché le nuove interfacce fanno uso di controlli sempre più complessi. In particolare, con l’avvento del framework .NET le interfacce hanno assunto caratteristiche sempre più complesse per fornire effetti grafici più accattivanti e, nonostante si noti un aggiornamento degli screen reader, non è comunque facile rimanere al passo con le nuove features delle interfacce e pertanto garantirne l’accessibilità.

Sembra però che recentemente sia stato fatto un grande miglioramento sulle possibilità di rendere accessibili questo tipo di interfacce. In particolare, gli oggetti del framework mettono a disposizione delle proprietà per associare agli oggetti stessi delle descrizioni utili allo screen reader per fare in modo che questo tipo di controlli vengano riconosciuti correttamente.

Apple invece stabilisce essa stessa dei vincoli ben precisi per gli sviluppatori di applicazioni che gireranno nei suoi sistemi operativi, tradotti in linee guida da rispettare nella fase di sviluppo delle interfacce.

Per quel che riguarda il web, invece, le cose sembrano molto più chiare. I problemi che si incontrano più di frequente riguardano gli aggiornamenti automatici delle pagine o di singole aree dello schermo. In generale, lo screen reader percorre in maniera lineare il contenuto della pagina memorizzato in un suo buffer virtuale.

Dall’avvento di AJAX in poi, si verificano sempre più spesso situazioni in cui singole aree dello schermo vengono automaticamente aggiornate ed in questi casi lo screen reader ha una grande difficoltà a notificare all’utente gli aggiornamenti della pagina. Sono comunque ad oggi disponibili diverse tecniche per rendere accessibili contenuti dinamicamente aggiornati ai non vedenti.

L’argomento dell’accessibilità è vastissimo e molta letteratura è presente in internet.

Speriamo con questo articolo di aver finalmente risposto alla domanda “Ma come fanno i non vedenti ad utilizzare il computer?”.

Riferimenti

Wikipedia – Screen Reader
WebAIM
World  Wide  Web  Consortium (W3C)  –  Web  Accessibility  Initiative  (WAI):
Alvin Bruney, “A pragmatic approach to WPF (Windows Presentation Foundation) Accessibility”
The Paciello Group blog

Articolo scritto da Valeria Brigatti e Sauro Cesaretti

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One Response to “L’interazione uomo non vedente – macchina”

  1. [...] anticipato nel nostro articolo precedente, le persone non vedenti si avvalgono delle cosiddette “tecnologie assistive” per poter [...]

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