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	<title>Comments on: Mobile e interazioni precarie</title>
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	<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/</link>
	<description>Appunti e spunti sull'esperienza d'uso</description>
	<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:43:44 +0000</pubDate>
	
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		<item>
		<title>By: The Context of the iPad &#124; Pietro Desiato - Interaction designer</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-608</link>
		<dc:creator>The Context of the iPad &#124; Pietro Desiato - Interaction designer</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 13:00:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] couple of months ago, I wrote an article about mobile context and its role in designing for mobile. In a few words, I say that the mobile context has its own [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] couple of months ago, I wrote an article about mobile context and its role in designing for mobile. In a few words, I say that the mobile context has its own [...]</p>
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	<item>
		<title>By: L’ubiquità sarà sempre più sinonimo di realtà e allo stesso tempo di dinamicità grazie all’apporto delle tecnologie satellitari e dello sviluppo di architetture di comunicazione e sistemi di interazione sempre più flessibili - UXmagazine</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-588</link>
		<dc:creator>L’ubiquità sarà sempre più sinonimo di realtà e allo stesso tempo di dinamicità grazie all’apporto delle tecnologie satellitari e dello sviluppo di architetture di comunicazione e sistemi di interazione sempre più flessibili - UXmagazine</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 13:22:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] hanno già lasciato una traccia. Come ci insegnano i Situazionisti e Yi-Fu Tuan (già citato nell’articolo di Pietro) il luogo diventa multi-identitario, un oggetto rivestito di più percezioni, una miscela di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] hanno già lasciato una traccia. Come ci insegnano i Situazionisti e Yi-Fu Tuan (già citato nell’articolo di Pietro) il luogo diventa multi-identitario, un oggetto rivestito di più percezioni, una miscela di [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Interview: UXmagazine &#124; Designer Break English</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-136</link>
		<dc:creator>Interview: UXmagazine &#124; Designer Break English</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 19:19:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] in several articles (TagMyLagoon, Progettare Apps per Iphone, Mobile e Interazione Precarie) you spoke about mobile design an the application tht could come in this field. Do you consider [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] in several articles (TagMyLagoon, Progettare Apps per Iphone, Mobile e Interazione Precarie) you spoke about mobile design an the application tht could come in this field. Do you consider [...]</p>
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		<title>By: User experience e mobile &#171; Breadcrumbs</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-119</link>
		<dc:creator>User experience e mobile &#171; Breadcrumbs</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 11:05:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...]   Per tornare alla progettazione per mobile, argomento già trattato qualche tempo fa suggerisco un articolo interessante di un nuovo magazine da poco on line che aggiunge un nuovo elemento alla discussione: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]   Per tornare alla progettazione per mobile, argomento già trattato qualche tempo fa suggerisco un articolo interessante di un nuovo magazine da poco on line che aggiunge un nuovo elemento alla discussione: [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Pietro Desiato</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-73</link>
		<dc:creator>Pietro Desiato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 11:42:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-73</guid>
		<description>grazie del commento, Antonella. Sono felice che il tema coinvolga e interessi tante persone :) se ti va di approfondire il discorso sulle use qualities e sulla non invasività di prodotti e interfacce, ti consiglio di dare un'occhiata al lavoro di &lt;a href="http://webzone.k3.mah.se/k3jolo/" rel="nofollow"&gt;Jonas Löwgren&lt;/a&gt;.

ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie del commento, Antonella. Sono felice che il tema coinvolga e interessi tante persone :) se ti va di approfondire il discorso sulle use qualities e sulla non invasività di prodotti e interfacce, ti consiglio di dare un&#8217;occhiata al lavoro di <a href="http://webzone.k3.mah.se/k3jolo/" rel="nofollow">Jonas Löwgren</a>.</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: antonella sassu</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-72</link>
		<dc:creator>antonella sassu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 19:59:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-72</guid>
		<description>Ciao,
sono pienamente d'accordo con quanto scrivi! complimenti per l'articolo!
Il riferimento all'ambiente e alle sue contingenze è più che centrale per contestualizzare l'uso.
Ho dato uno sguardo al tuo lavoro per il master e lo trovo molto interessante. Tra l'altro avevo già avuto modo di conoscere alcuni dei materiali in bibliografia. 
Trovo che le applicazioni mobili e flessibili all'uso siano un buon accessorio alla nostra vita quotidiana purchè non diventino invasivi come, purtroppo, troppo spesso avviene. Ma questo, la maggior parte delle volte, è dato dal particolar modo d'uso di ciascun utente...
ciao
(ps. ho trovato questo articolo partendo dal tuo profilo di IxDA!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
sono pienamente d&#8217;accordo con quanto scrivi! complimenti per l&#8217;articolo!<br />
Il riferimento all&#8217;ambiente e alle sue contingenze è più che centrale per contestualizzare l&#8217;uso.<br />
Ho dato uno sguardo al tuo lavoro per il master e lo trovo molto interessante. Tra l&#8217;altro avevo già avuto modo di conoscere alcuni dei materiali in bibliografia.<br />
Trovo che le applicazioni mobili e flessibili all&#8217;uso siano un buon accessorio alla nostra vita quotidiana purchè non diventino invasivi come, purtroppo, troppo spesso avviene. Ma questo, la maggior parte delle volte, è dato dal particolar modo d&#8217;uso di ciascun utente&#8230;<br />
ciao<br />
(ps. ho trovato questo articolo partendo dal tuo profilo di IxDA!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: UX Magazine: Italian user experience &#124; Pietro Desiato - Interaction designer</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>UX Magazine: Italian user experience &#124; Pietro Desiato - Interaction designer</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 11:54:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-70</guid>
		<description>[...] those of you that speak Italian, check www.uxmagazine.it out. I wrote an interesting entry about how mobile becomes part of our context as a new layer of [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] those of you that speak Italian, check <a href="http://www.uxmagazine.it" rel="nofollow">http://www.uxmagazine.it</a> out. I wrote an interesting entry about how mobile becomes part of our context as a new layer of [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Pietro Desiato</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-40</link>
		<dc:creator>Pietro Desiato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 21:09:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-40</guid>
		<description>ciao Davide,

mi piacerebbe leggere il tuo lavoro, perché non lo condividi (hai un link?)
ti consiglio, se non lo hai già fatto, di dare un'occhiata al lavoro di &lt;a href="http://richie.idc.ul.ie/luigina/" rel="nofollow"&gt;Luigina Ciolfi&lt;/a&gt; (spero funzionino i link html). Inoltre, se proprio vuoi farti del male, puoi dare un'occhiata alla &lt;a href="http://www.pietrodesiato.com/extra/urban_museal_field.pdf" rel="nofollow"&gt;mio lavoro sul concetto di campo museale&lt;/a&gt;

ciao Bongfactory e grazie dell'intervento. E' importante riconoscere quanto le community open-source, o comunque non direttamente collegate a contesti commerciali, contribuiscano allo sviluppo tecnologico e a spostare sempre più in là i confini dell'interazione :D Tuttavia, devo anche riconoscere che spesso avere una sorta di "guida" non fa male e aiuta coloro che sono alle prime armi ad inserirsi più facilmente. Io, onestamente, spesso mi sono perso nelle community open-source di questa o quell'altra applicazione, mentre trovo abbastanza puntuale la documentazione Apple. Probabilmente, questo succede perché c'è tanto da dire e da raccontare... ma sono anche certo che esistono esempi che contraddicono la mia esperienza ma che, ahimé, non conosco :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Davide,</p>
<p>mi piacerebbe leggere il tuo lavoro, perché non lo condividi (hai un link?)<br />
ti consiglio, se non lo hai già fatto, di dare un&#8217;occhiata al lavoro di <a href="http://richie.idc.ul.ie/luigina/" rel="nofollow">Luigina Ciolfi</a> (spero funzionino i link html). Inoltre, se proprio vuoi farti del male, puoi dare un&#8217;occhiata alla <a href="http://www.pietrodesiato.com/extra/urban_museal_field.pdf" rel="nofollow">mio lavoro sul concetto di campo museale</a></p>
<p>ciao Bongfactory e grazie dell&#8217;intervento. E&#8217; importante riconoscere quanto le community open-source, o comunque non direttamente collegate a contesti commerciali, contribuiscano allo sviluppo tecnologico e a spostare sempre più in là i confini dell&#8217;interazione :D Tuttavia, devo anche riconoscere che spesso avere una sorta di &#8220;guida&#8221; non fa male e aiuta coloro che sono alle prime armi ad inserirsi più facilmente. Io, onestamente, spesso mi sono perso nelle community open-source di questa o quell&#8217;altra applicazione, mentre trovo abbastanza puntuale la documentazione Apple. Probabilmente, questo succede perché c&#8217;è tanto da dire e da raccontare&#8230; ma sono anche certo che esistono esempi che contraddicono la mia esperienza ma che, ahimé, non conosco :D</p>
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	<item>
		<title>By: Bongfactory</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-38</link>
		<dc:creator>Bongfactory</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 09:38:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-38</guid>
		<description>Il riferimento ad Yi Fu Tuan è quantomai azzeccato: lo sviluppo di applicazioni context-aware si sta limitando alla location-awareness, ignorando completamente gli altri "layer", non ultimo quello sociale. 
Secondo me è parzialmente imputabile al meccanismo dei "walled-store" e dei dispositivi "bloccati" che si sta imponendo, che vizia, in qualche modo, lo sviluppo di applicazioni nuove - limitando le possibilità concreta di sperimentazione al di fuori degli SDK in dotazione e dei sistemi di pubblicazione "autorizzati". Si privilegiano, così, applicazioni commerciali ed immediatamente commerciabili - come la segnalazione di esercizi commerciali in zona - e quelle folkloristiche - iBeer su tutte - a discapito di progetti interessanti unicamente sotto il profilo dello sviluppo di nuovi concetti di interfaccia.
Non dimentichiamo che sono almeno tre-quattro anni che si discute di dispositivi mobili, ben prima dell'atterraggio sui mercati di massa, e che tante delle ottime idee sviluppate in ambito Experience &amp; Interaction Design non sono mai arrivate a concretizzarsi, forse anche per lo scarso appeal di una piattaforma molto usata dagli sviluppatori indipendenti come J2ME.
Per quanto mi riguarda guardo con fiducia all'apertura del codice di Symbian, ed al port efficace di Debian su piattaforme ARM e mobili in generale. Ulteriori progetti come Moblin, OpenMoko, Ubuntu Mobile, aprono il mondo dei dispositivi mobili (oggi arricchito da netbook e MID/tablet) ad uno sviluppo forse non lineare, ma sicuramente con possibilità (a livello di fecondità teorica, non di successo commerciale) maggiori rispetto all'ecosistema Apple.
Excelsior!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il riferimento ad Yi Fu Tuan è quantomai azzeccato: lo sviluppo di applicazioni context-aware si sta limitando alla location-awareness, ignorando completamente gli altri &#8220;layer&#8221;, non ultimo quello sociale.<br />
Secondo me è parzialmente imputabile al meccanismo dei &#8220;walled-store&#8221; e dei dispositivi &#8220;bloccati&#8221; che si sta imponendo, che vizia, in qualche modo, lo sviluppo di applicazioni nuove - limitando le possibilità concreta di sperimentazione al di fuori degli SDK in dotazione e dei sistemi di pubblicazione &#8220;autorizzati&#8221;. Si privilegiano, così, applicazioni commerciali ed immediatamente commerciabili - come la segnalazione di esercizi commerciali in zona - e quelle folkloristiche - iBeer su tutte - a discapito di progetti interessanti unicamente sotto il profilo dello sviluppo di nuovi concetti di interfaccia.<br />
Non dimentichiamo che sono almeno tre-quattro anni che si discute di dispositivi mobili, ben prima dell&#8217;atterraggio sui mercati di massa, e che tante delle ottime idee sviluppate in ambito Experience &amp; Interaction Design non sono mai arrivate a concretizzarsi, forse anche per lo scarso appeal di una piattaforma molto usata dagli sviluppatori indipendenti come J2ME.<br />
Per quanto mi riguarda guardo con fiducia all&#8217;apertura del codice di Symbian, ed al port efficace di Debian su piattaforme ARM e mobili in generale. Ulteriori progetti come Moblin, OpenMoko, Ubuntu Mobile, aprono il mondo dei dispositivi mobili (oggi arricchito da netbook e MID/tablet) ad uno sviluppo forse non lineare, ma sicuramente con possibilità (a livello di fecondità teorica, non di successo commerciale) maggiori rispetto all&#8217;ecosistema Apple.<br />
Excelsior!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Davide</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/comment-page-1/#comment-37</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 23:16:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=217#comment-37</guid>
		<description>Ciao,
sono rimasto impressionato dalla prima parte del tuo articolo e quindi di ciò che parla Yi-Fu Tan. Ti dico questo perchè in Aprile ho discusso una tesi proprio su questo tema: il luogo come somma di diverse esperienze. E sulla base di questo concetto ho sviluppato un interfaccia grafica per iPhone.
Complimenti per il blog.Molto interessante.

Ciao!
Davide</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
sono rimasto impressionato dalla prima parte del tuo articolo e quindi di ciò che parla Yi-Fu Tan. Ti dico questo perchè in Aprile ho discusso una tesi proprio su questo tema: il luogo come somma di diverse esperienze. E sulla base di questo concetto ho sviluppato un interfaccia grafica per iPhone.<br />
Complimenti per il blog.Molto interessante.</p>
<p>Ciao!<br />
Davide</p>
]]></content:encoded>
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