Appunti e spunti sull’esperienza d’uso


Design visuale e della comunicazione

Scrivere per il web: le lezioni americane di Italo Calvino.

books 590x230 Scrivere per il web: le lezioni americane di Italo Calvino.

“Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi.”
La signorilità di penna di Calvino è un invito a un viaggio dal sapore profetico. 6 lezioni, 6 parole chiave per salvare i valori letterari da portare nel nuovo millennio. Sostituiamo letteratura con web ed ecco emergere le qualità base dello scrivere digitale: una scrittura leggera e densa,  parole creative e puntuali, struttura informativa organizzata e agile.
Scritte nel 1985 per una serie di lezioni all’Università di Harvard, le Six memos (morì prima di completare la sesta), sono il suo testamento culturale, raccolto nel libro pubblicato postumo nel 1988.

Per ogni lezione un valore: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza.
In una parola: USABILITÀ.

Leggerezza

“La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso.”
Internet esige sintesi e qualità. Scrivere bene non è mettere ma togliere, come nella scultura: la Pietà di Michelangelo viveva già in potenza nel blocco di marmo, a lui non restò che levare. “Se puoi tagliare una parola, tagliala sempre”, dice George Orwell. Penso a Twitter e ai suoi 140 caratteri.
Un invito alla leggerezza di immagini, di paragrafi, di parole e di stile. Un linguaggio arioso e in movimento, vettore fluido di informazione. Forme leggere, narrazioni visive e suggestioni verbali capaci di togliere peso alla struttura del racconto.
Scegliamo parole brevi e forti: acuto invece che intelligente, epico invece che favoloso. Sopratutto nei microcontent (le perle di chiarezza di Jakob Nielsen) che hanno il compito di sedurre, far immaginare e condurre il lettore a ciò che troverà.

Rapidità

“Il discorrere è come il correre, e non come il portare… ” Galileo, Il Saggiatore.

La forza espressiva sta nell’incedere agile e snello del racconto, nell’informazione veloce: pochi click per la meta.

Il ritmo è scandito da verbi e punteggiatura. Privilegiamo i verbi di azione e al tempo infinito, limitiamo gli aggettivi. La punteggiatura è il prendere fiato: i due punti annunciano, quelli di sospensione ammiccano, il punto di domanda apre a una relazione.

Rapidità di movimento e molteplicità: mobilità e libertà nelle associazioni ipertestuali. Promuoviamo le divagazioni utili, creiamo la relazione migliore e il lettore appagato tornerà.

Festina lente: rapidità e lentezza. I due opposti non si escludono, si integrano.
Un’espressione incisiva è frutto di un lento lavoro di osservazione, studio e tentativi. Un’osservazione accurata per la progettazione, velocità esecutiva per la realizzazione.

Esattezza

“Qualunque sia la cosa che si vuole dire, esiste solo un sostantivo per descriverla, un verbo per animarla e un aggettivo per qualificarla.” Flaubert.

Progetto, immagine e linguaggio sono i tre elementi chiave dell’esattezza.

Ciò che diciamo deve essere credibile. Attraverso un linguaggio preciso e pulito, corretto nella forma e nell’informazione: fonti fidate, traduzioni precise, chiarezza, aderenza tra contenuti e parole. Un’esattezza di espressione tale da rendere visibile la più lieve sfumatura di pensiero.

La centralità del lettore impone anche esattezza di progetto e di struttura, un filo di senso tra le spire dell’ipertesto che coniughi libertà e rigore, essenzialità e completezza in una struttura sempre chiara e riconoscibile.

Visibilità

“Volevo anche che quel destinatario riuscisse a immaginare la traiettoria che descrive nella mente – o nell’anima? – una parola prima di andarsi a poggiare sulla punta della lingua, sui polpastrelli della mano o sul ciglio del padiglione dell’orecchio.”. Pagine d’amore, Teresa Ciulli.

Pensare per immagini, scrivere a colori, progettare in uno spazio visivo. Le parole diventano forme cangianti e con il movimento cambiano di tono, espressione e significato.

La lettura esplorativa determina il nuovo modo di scrivere: penso all’era della mobile ubiquity e alla necessità di attualità, brevità e chiarezza espressiva. Io sono sensore, sono un esploratore in cerca di tempo e conoscenza.

Sfruttiamo la capacità del linguaggio di stuzzicare i sensi dando visibilità agli effetti linguistici.  Le metafore sono pura energia visiva, sono spazi e geometrie e disposizione delle parole.

Scrivere in termini visivi significa visualizzare le parole e verbalizzare le immagini. Immagine come immaginazione, allora, e visibilità come visione creativa.

Molteplicità

“Quella che prende forma nei grandi romanzi del XX secolo è l’idea d’una enciclopedia aperta [...]potenziale, congetturale, plurima.”

Una rete di connessioni potenzialmente infinite tra fatti, persone e cose. Una dilatazione inafferrabile, un invito al viaggio di cui non si conosce la destinazione. Considerato che è il lettore a costruire il proprio percorso, va garantita la qualità e la continuità dell’informazione a ogni passaggio. Cosa vuole sapere il lettore e con quale priorità, è il punto di partenza.

Molteplicità di percorsi, di racconti e di letture. La rete è un gigantesco labirinto, un luogo non luogo costituito da ipertesti: la concretizzazione virtuale dell’utopia del libro senza fine di Borges.

Molteplicità di stili per comunicare in ogni direzione e molteplicità di relazioni per creare interazione.
Molteplicità di verità: la pluralità di linguaggi è a garanzia di una verità mai parziale.

Coerenza

Aderenza tra tutti gli elementi. Una combinatoria di letture puntuale tra parole e grafica, tra informazione e stile. Un accordo che crea melodia, una regia organica che con metodo accompagna, rivela, incanta.

Del cominciare e del finire
“La fantasia è un posto dove ci piove dentro” (da Visibilità).

Letteratura in rete: un codice conoscitivo leonardesco dedito alla ricerca, motore di immaginazione, assimilatore e rielaboratore di idee audaci e inedite.

Il contenuto, così spesso dimenticato e svilito, è invece un valore portante di usabilità, elemento fondante di senso e di identità, fiero condottiero di libertà, qualità e interazione.

Io, a cavallo del mio secchio, vorrei portare nel nuovo millennio un contenuto unico, denso, conciso, memorabile.


Comunicare la User Experience: scrivere informazioni che danno informazioni

tone of voice1 Comunicare la User Experience: scrivere informazioni che danno informazioni

È da un po’ che sto affrontando il tema della necessità di un incontro tra user experience e comunicazione, sia a livello progettuale che strategico.

In questa direzione ho deciso di orientare le interviste che stiamo portando avanti ogni mese per far incontrare professionisti della user experience, clienti, project manager che sono entrati in questo mondo e hanno deciso di rimanere.

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Una questione di trovabilità: l’importanza dei link

Comprendere l’importanza dei link

Quando si cerca di ottimizzare un sito web, una delle prime cose che si tenta di fare è guadagnarsi la “fiducia” di altri siti, ottenendo link diretti da questi. Una delle regole base è quella di ottenere molti link di qualità rivolgendo però meno link verso l’esterno.

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2010 top web design trend: nuove direzioni per i visual designer di oggi

3719450979 a6704ef1dc b 590x4171 2010 top web design trend: nuove direzioni per i visual designer di oggi

L’anno è appena incominciato e come per l’oroscopo anche noi facciamo previsioni sull’anno che abbiamo davanti e  valutazioni sull’anno appena passato in termini di tipologie grafiche e stili che rappresentano e andranno a rappresentare il web. Vediamo dunque cosa teniamo e cosa cambiamo per il visual design 2010.

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Progettare una web user experience corretta. Ma per chi?

2523605164 898ecf87cb Progettare una web user experience corretta. Ma per chi?

Occorre premettere che la materia è talmente vasta e “flessibile” che ogni interpretazione merita di essere valutata e discussa da differenti punti di vista.

Il mio vuol essere il punto di vista di un “addetto ai lavori” in ambito advertising e comunicazione web.
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Raccontami una storia, ma raccontamela bene.

366393127 ae569532a7 b 590x442 Raccontami una storia, ma raccontamela bene.

Occuparsi di contenuti web non significa riempire degli spazi vuoti.

Significa investire, rischiare e costruire un legame con l’utente che può essere lettore o contributore e molte altre cose ancora.

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Un processo. Rendere flessibile il Visual Design.

fidel Un processo. Rendere flessibile il Visual Design.

Il progettista visivo inserito all’interno di un sistema complesso di figure professionali, metodologie esistenti ed improvvisate, tempistiche e budget più o meno ridotti è costretto ad dover garantire flessibilità, gestione completa dell’imprevisto e adattabilità alle diverse tipologie di approccio alla realizzazione di un prodotto.
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Creativi, Designer, Programmatori. L’incontro e lo scontro degli elementi per una user experience corretta

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Non tutti i siti web nascono come progetti web fini a se stessi, spesso nascono da un progetto di comunicazione più ampio che si sviluppa su più media.

Al creativo spetta il compito di elaborare un concept che segua il desiderio del cliente, al designer quello di tradurre la creatività in fattibilità, e nel caso del sito web, ai tecnici quello rendere il design in elementi funzionali e usabili.

Lo scopo principale di queste tre figure, è  “vendere” un progetto che abbraccia il fattore emozionale, il fattore funzionale e d’uso, e il fattore business.

Vediamo qualche consiglio per far convivere queste tre professionalità.

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Emergenza d’uso: il caso Abruzzo 2009

Emergenza Terremoto Abruzzo

In un contesto sempre più differenziato, in cui il web evolve velocemente e in numerose direzioni, si discute molto sulle tecniche di progettazione incentrate sull’esperienza utente e come debbano essere ricercate, analizzate e progettate. Si tratta di un ambito nuovo e in costante evoluzione, che interessa sia hardware che software ed ha origine da parole chiave come architettura dell’informazione, interaction design, visual design, user experience design e così via.
Un po’ meno dibattuto è, invece, il percorso che si deve fare, dopo (o ancor prima?) aver creato contenitori all’avanguardia, per pensare in modo completamente diverso anche la produzione dei contenuti che in essi vengono proposti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra utente ed informazione.

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Progettare attraverso le storie

Narrative design

Raccontare storie è fondamentale per tutti gli uomini.

Gli uomini sono fondamentali al design (non solo a quello utente-centrico… ). Quindi le storie sono fondamentali per tutti i designer.

Questo post è il primo di una breve serie con cui intendo analizzare e mostrare le possibili connessioni tra il mondo della narrazione e la realtà della progettazione di prodotti e servizi.

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La tipografia interstiziale

Nuovi materiali e tecniche di produzione gettano le basi per una massiva diffusione di display interattivi, che nei prossimi anni verranno utilizzati sempre più nella pratica architettonica, come rivestimenti esterni o nel design di interni (per esempio come carte da parati elettroniche).

La selezione di contenuti e di esperienze per questa (inedita) quantità di superfici elettroniche pone delle grandi sfide per gli interaction designer. In che modo questi display distribuiti comunicheranno con l’utente? Quali contenuti dovranno essere veicolati e in quali contesti? Quali saranno le modalità di interazione con l’utente?

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Contenuti 3D all’interno di siti Flash, una nuova era di skip-intro?

3D content

Adobe Flash, prima Macromedia Flash, nasce nel 1996 come evoluzione da future ʻsplash animationʼ e fin da subito si pone come strumento principe per creare e rendere fruibili online animazioni vettoriali di grande impatto visuale.

Già le prime versioni di Flash offrono alcuni limitati strumenti di scripting agli sviluppatori che però vengono sfruttati molto poco, essendo inizialmente Flash un prodotto destinato allʼemergente figura dei web designer. In questo periodo storico la figura professionale dellʼinteraction designer è ancora in fase di gestazione, diventerà realtà concreta negli anni a venire man mano che la comunicazione multimediale diventerà sempre più preponderante.

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Progettare e vivere l'esperienza d'uso

Perchè non si può fare a meno degli utenti: Intervista a Stefano Bussolon

Lo scopo dell'usabilità è quello di minimizzare questi costi, e si preoccupa di progettare artefat

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Architettura dell'informazione

L’esperienza come bussola per la città

Come organizzare tutte le informazioni (tante ed eterogenee) sulla città? e che strumenti di ricerc

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Design delle interfacce e dell'interazione

Supportare il Project Work: caso di studio

L’utilizzo del web 2.0 nella didattica può servire per aggiornare ed arricchire le materie tratta

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Design visuale e della comunicazione

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Idee, strategie e innovazione

La prima edizione del Design Jam italiano in arrivo domani a Milano

L'obiettivo della giornata è innanzitutto lo scambio e il confronto, soprattutto in un ambito in cu

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