Per molti professionisti dell’usabilità i test con utenti in sala sono state finora l’unico metodo utilizzato. Ad ogni modo, con la crescita della tecnologia Web 2.0 e Web 3.0, i test eseguiti online e senza moderatore (conosciuti anche come test da remoto o asincroni) stanno guadagnando posizioni, essendo utilizzati non solo come metodologia complementare, ma in molti casi anche come alternativa ai metodi più tradizionali.
Nel 1997 quando internet era relativamente nuova al pubblico non tecnico, le ricerche di mercato hanno iniziato a sperimentare l’online surveying per sostituire le ricerche tradizionali con alti costi in termini di denaro e di tempo, come quelle via telefono ed e-mail.
C’è stata molta resistenza nell’industria delle ricerche di mercato all’online surveying, che è stato spesso visto come un metodo economico e poco professionale di condurre le ricerche di mercato. Nonostante i benefici dimostrabili, tra cui la riduzione dei costi, la velocità d’esecuzione e il raggiungimento geografico, per nominarne alcuni, molti ricercatori hanno liquidato l’online scegliendo di non offrire questa metodologia ai loro clienti.
Oggi, non ci sono dubbi che l’online surveying sia uno strumento da includere nella suite di prodotti offerti dalle ricerche di mercato. Chiaramente, c’è bisogno di tempo per capire come tirare fuori il meglio da questa metodologia.
I test utenti online sono oggi più o meno nella stessa posizione in cui si trovavano i surveying online nel 1997, quando molti opponevano resistenza e dubitavano di essi trattandoli come uno strumento di misurazione voodoo inspiegabilmente utilizzato da un rispettato user interface engineer. Io penso che ci sarà da rimangiarsi le parole, così come Thomas Watson, Presidente di IBM ha fatto non molto tempo fa.
Coloro che hanno esplorato e sperimentato i test utenti online stanno attualmente riscuotendo ricompense. In uno studio recente dell’UPA infatti, i test utenti online hanno mostrato una crescita del 18% nell’utilizzo da parte di membri UPA dal 2007, mentre nello stesso periodo i test tradizionali hanno avuto un calo del 9%.
Ci sono test online moderati e test online NON moderati. La differenza chiave è che con quelli moderati il moderatore usa un servizio web-based che permette agli utenti situati in una località lontana di partecipare in quello che è essenzialmente un online meeting. Il software condivide la visione e il controllo di un web browser che permette al moderatore di vedere i movimenti del mouse dell’utente e le pagine che visita, facilitando la discussione in modo simile a quello dei test tradizionali, come si vede dall’immagine.

D’altra parte, i test in assenza di moderatore sono generalmente eseguiti in maniera asincrona. Ovvero, il ricercatore progetta e inizia uno studio, i partecipanti svolgono i compiti nel loro contesto naturale, a casa (o in ufficio) usando il loro computer, e, una volta che i partecipanti hanno completato i task, il ricercatore estrapola e analizza i dati. In questo approccio non c’è bisogno di un moderatore che sia presente durante il test.
Le ragioni per utilizzare questa metodologia sono diverse. Ve ne elenco alcune:
1. L’ottenimento di un metro di usabilità quantitativo
Forse il maggior beneficio dei test online e in assenza di moderatore è che permette la raccolta di metri quantitativi d’usabilità, ovvero, statistica. I test tradizionali spesso sono eseguiti su un numero di partecipanti compreso tra 5 e 8, forse doppio se si ha un grande budget di ricerca.
Con un numero così ridotto è errato calcolare percentuali valide per il report, come ad esempio la percentuale di partecipanti che ha completato un task con successo o la media del tempo che c’è voluto per completare un task. Utilizzando un campione più ampio è possibile misurare correttamente questi e altri metri di usabilità, che possono così portare una visione completa dell’usabilità di un sito web.
Meglio ancora sarebbe eseguire sia test online che test tradizionali, così da avere la possibilità di validare i risultati assicurando una vera rappresentazione della user experience del sito web.
2. La possibilità di condurre studi di benchmarking
Siccome i test online permettono la raccolta di un metro di usabilità quantitativo, diventa molto facile e pratico misurare come un sito web funziona in relazione ad altri competitor oppure ad altre versioni dello stesso sito. Questo può essere particolarmente interessante in fase di riprogettazione del tuo sito web, successivamente alla fase di produzione dei nuovi wireframe. Il confronto degli uni contro gli altri da una buona risposta per assicurarti che la nuova progettazione funziona meglio su quei task che i visitatori del sito devono completare.
3. La possibilità di effettuare test con ogni tipologia di target, anche quella difficile da ottenere
Se il target del tuo sito web sono senior business executive, dottori, avvocati o neurochirurghi portarli in una sala test per testarli può essere molto difficile, nonchè molto costoso in termini di rimborso spese per i partecipanti. Mentre chiedere a queste persone di effettuare un test che dura da 5 a 10 minuti nel comfort del loro ufficio è una richiesta molto più realistica.
Allo stesso modo, se vuoi testare l’accessibilità del tuo sito web facendo test con persone che usano tecnologia assistiva (lettori di schermo, puntatori elettronici, tastiere alternative, etc.) non sarai mai in grado di replicare le situazioni uniche di ciascuno nel tuo laboratorio. In questo caso i test online sono un’ottima soluzione.
4. Test con utenti internazionali
Allo stesso modo, se il sito web ha un’utenza internazionale, e vuoi assicurarti che funzioni nonostante le differenze culturali, i test in laboratorio in giro per il mondo sono troppo costosi e insostenibili a meno che tu non abbia un budget davvero elevato.
Con i test online puoi reclutare facilmente partecipanti ovunque nel mondo. E se non hai un database vi sono un gran numero di market research panels ( come questi: Survey Sampling International e Global Market Insights) che ti offrono i partecipanti che rientrano nei tuoi criteri di ricerca.
5. Il “testa presto, testa spesso” diventa una realtà
Grazie ai diversi strumenti web-based il costo dei test di usabilità sta diventando sempre più basso che in laboratorio. E una volta eseguiti i primi farli sarà molto più facile e veloce. Questo permette di condurre più test più frequentemente con lo stesso budget. Per anni è stato detto: testa presto, testa in fretta, ma quanti di noi l’hanno sinceramente fatto?
Sotto potete vedere un eccellente esempio di un processo di test d’usabilità sistematico e completo (grazie a Grundyhome.com).
Vi sono 8 passaggi di test in totale. Io generalmente propongo ai miei clienti un percorso che passa da Loop 11 per tutti i passaggi di task testing, Survey Monkeys per i survey, Optimal Sort per il card sorting e Treejack per il test della IA, permettendo di spendere complessivamente 2500 dollari.

Per coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento ci sono due libri che raccomando:
Tags: online unmoderated testing, remote testing, usabilitiy, user experience, user testing, UX

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Argomento molto interessante. Vorrei invitare a riflettere sul primo dei vantaggi elencati che riguardano i test online e in assenza di moderatore, ovvero la possibilità di raccogliere dati quantitativi e quindi statistici.
Dal mio punto di vista, affinché si possa parlare di risultati che abbiano un valore statistico, è necessario che l’impianto della ricerca sia ispirato da un grande rigore metodologico. E’ ragionevole parlare in percentuali solo quando i numeri sono almeno a tre cifre e, anche in quel caso, siamo ben lontani dal poter raccogliere conoscenze di tipo universalistico.
Credo che questo tipo di ricerca, in alcuni casi, rischi di portare al paradossale risultato di “allontanare” il ricercatore dall’Utente piuttosto che avvicinarlo. Si rischia, infatti, di viziare le risposte, di mozzare la ricchezza del feedback che possiamo ottenere dai nostri Utenti e di raccogliere molto meno di quanto ci si aspetti (e di quanto garantisca la somministrazione di test in presenza di moderatore).
Nel caso specifico dei test di Usabilità, fare anche pochi test ed in presenza di moderatore, ti consente di raccogliere dati che amplificano il loro valore solo in corrispondenza della presenza, e quindi della sensibilità, del ricercatore, nello scambio ermeneutico, nella capacità di interpretare e valutare i risultati.
Altro punto da non sottovalutare: somministrando test in presenza di moderatore, ci si concentra non solo sulle questioni che il ricercatore ha voluto testare, ma anche su quelle che possono essergli sfuggite. La ricerca diventa non-standard, risposte imprevedibili ci insegnano cose che non avevamo preventivato e il centro della Ricerca, in questo modo, diventa davvero l’Utente.