<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>
<channel>
	<title>Comments on: La tipografia interstiziale</title>
	<atom:link href="http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/</link>
	<description>Appunti e spunti sull'esperienza d'uso</description>
	<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 14:22:31 +0000</pubDate>
	
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>By: cla</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/comment-page-1/#comment-25</link>
		<dc:creator>cla</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2009 05:54:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=122#comment-25</guid>
		<description>no un attimo, i percorsi segnalati sul pavimento non sono di 15 anni fa a seguito di Sher. e ti dirò di più: sono usati anche nelle università da parecchi anni.
e ti dirò ancora di più: anche sulle le principali strade romane.
"ogni display potrebbe richiedere delle riflessioni in termini di palinsesti" - a parte che de novo: che significa? che c'entra con il design?
"la comunità di designer, ricercatori, antropologi già sta prestando una grande attenzione ai linguaggi che dovranno essere veicolati da questi media."
mettici anche i neurochirurghi e gli esperti di filologia romanza, già che ci siamo.

"Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia
Ritagliate l’articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l’articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate fuori un ritaglio dopo l’altro disponendoli nell’ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benchè incompresa dal volgo."

Tristan Tzara.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>no un attimo, i percorsi segnalati sul pavimento non sono di 15 anni fa a seguito di Sher. e ti dirò di più: sono usati anche nelle università da parecchi anni.<br />
e ti dirò ancora di più: anche sulle le principali strade romane.<br />
&#8220;ogni display potrebbe richiedere delle riflessioni in termini di palinsesti&#8221; - a parte che de novo: che significa? che c&#8217;entra con il design?<br />
&#8220;la comunità di designer, ricercatori, antropologi già sta prestando una grande attenzione ai linguaggi che dovranno essere veicolati da questi media.&#8221;<br />
mettici anche i neurochirurghi e gli esperti di filologia romanza, già che ci siamo.</p>
<p>&#8220;Prendete un giornale. Prendete le forbici. Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia<br />
Ritagliate l’articolo. Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l’articolo e mettetele in un sacco.<br />
Agitate delicatamente.<br />
Tirate fuori un ritaglio dopo l’altro disponendoli nell’ordine in cui sono usciti dal sacco.<br />
Copiate scrupolosamente.<br />
La poesia vi somiglierà.<br />
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benchè incompresa dal volgo.&#8221;</p>
<p>Tristan Tzara.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: luca</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/comment-page-1/#comment-24</link>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2009 04:55:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=122#comment-24</guid>
		<description>Caro Clà, provo a spiegare in altre parole quanto intendevo. Credo che nei prossimi anni assisteremo a una massiva diffusione di schermi e proiezioni interattive. Per un interaction designer questa rappresenta una bella sfida, perché ciascuno di questi display potrebbe richiedere delle riflessioni in termini di palinsesti: che tipo di comunicazione mostrare e in quali momenti? Tale comunicazione dovrà essere generalista o personalizzata in base al singolo utente? Oppure in base a cluster di utenti (i turisti, gli abitanti della città, ...)?
Immagina questa moltiplicazione di canali, tutti da riempire con dei contenuti più o meno interattivi.
In questo senso, la comunità di designer, ricercatori, antropologi già sta prestando una grande attenzione ai linguaggi che dovranno essere veicolati da questi media. Si tratta di studi embrionali, in cui per forza di cose ci si riferisce a esempi del passato: i lavori di Paula Scher sono di oltre 15 anni fa e poi sono stati ripresi in molti altri edifici, tra cui gli ospedali che tu citi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Clà, provo a spiegare in altre parole quanto intendevo. Credo che nei prossimi anni assisteremo a una massiva diffusione di schermi e proiezioni interattive. Per un interaction designer questa rappresenta una bella sfida, perché ciascuno di questi display potrebbe richiedere delle riflessioni in termini di palinsesti: che tipo di comunicazione mostrare e in quali momenti? Tale comunicazione dovrà essere generalista o personalizzata in base al singolo utente? Oppure in base a cluster di utenti (i turisti, gli abitanti della città, &#8230;)?<br />
Immagina questa moltiplicazione di canali, tutti da riempire con dei contenuti più o meno interattivi.<br />
In questo senso, la comunità di designer, ricercatori, antropologi già sta prestando una grande attenzione ai linguaggi che dovranno essere veicolati da questi media. Si tratta di studi embrionali, in cui per forza di cose ci si riferisce a esempi del passato: i lavori di Paula Scher sono di oltre 15 anni fa e poi sono stati ripresi in molti altri edifici, tra cui gli ospedali che tu citi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: clà</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/comment-page-1/#comment-22</link>
		<dc:creator>clà</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 15:56:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=122#comment-22</guid>
		<description>uhm.
Interessanti gli artisti citati (anche se la mappa su fondo colorato del pavimento l'ho vista in diversi ospedali, e non solo in pronto soccorso...).
ho qualche perplessità sull'uso così invasivo di frasi sui muri di una stanza d'hotel, come si suol dire: "si bellissimo, peccato non poterci vivere" - quello che alla fine dissero delle Unità d'Abitazione di Corbu (poi riqualificate e bla bla bla).
Ma la perplessità maggiore la trovo nella necessità di "inventare" una branca di studio o solo di design, interstiziale o altro che sia.
Mi fa tanto horror  vacui, anche perchè il discorso salta dall'intallazione a NYC al display pubblicitario di Londra: credo che si siano unificati livelli che non hanno nulla da spartire tra loro e pure in forma volutamente "tecnichese".
Per es: "Nei prossimi anni si svilupperanno grammatiche e linguaggi per disegnare le trame comunicative e interattive di questi panorami elettronici (videoscapes), formati da pixel o immagini proiettate."

"grammatiche e linguaggi per disegnare trame comunicative"?

ma COSA vuol dire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uhm.<br />
Interessanti gli artisti citati (anche se la mappa su fondo colorato del pavimento l&#8217;ho vista in diversi ospedali, e non solo in pronto soccorso&#8230;).<br />
ho qualche perplessità sull&#8217;uso così invasivo di frasi sui muri di una stanza d&#8217;hotel, come si suol dire: &#8220;si bellissimo, peccato non poterci vivere&#8221; - quello che alla fine dissero delle Unità d&#8217;Abitazione di Corbu (poi riqualificate e bla bla bla).<br />
Ma la perplessità maggiore la trovo nella necessità di &#8220;inventare&#8221; una branca di studio o solo di design, interstiziale o altro che sia.<br />
Mi fa tanto horror  vacui, anche perchè il discorso salta dall&#8217;intallazione a NYC al display pubblicitario di Londra: credo che si siano unificati livelli che non hanno nulla da spartire tra loro e pure in forma volutamente &#8220;tecnichese&#8221;.<br />
Per es: &#8220;Nei prossimi anni si svilupperanno grammatiche e linguaggi per disegnare le trame comunicative e interattive di questi panorami elettronici (videoscapes), formati da pixel o immagini proiettate.&#8221;</p>
<p>&#8220;grammatiche e linguaggi per disegnare trame comunicative&#8221;?</p>
<p>ma COSA vuol dire?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: UXmagazine: il lancio &#124; C'è vita nell'experience design</title>
		<link>http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/la-tipografia-interstiziale/comment-page-1/#comment-13</link>
		<dc:creator>UXmagazine: il lancio &#124; C'è vita nell'experience design</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 11:46:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.uxmagazine.it/?p=122#comment-13</guid>
		<description>[...] La tipografia intestiziale di Luca Simeone [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] La tipografia intestiziale di Luca Simeone [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
