Quando si cerca di ottimizzare un sito web, una delle prime cose che si tenta di fare è guadagnarsi la “fiducia” di altri siti, ottenendo link diretti da questi. Una delle regole base è quella di ottenere molti link di qualità rivolgendo però meno link verso l’esterno.
Per comprendere meglio il perché di questo approccio è utile fare un esempio nella vita reale. Nel campo dell’economia si dice sempre che un’azienda deve cercare di ottenere il prima possibile i pagamenti dai propri clienti, posponendo invece il pagamento dei propri fornitori. In questo modo l’azienda tenta di mantenere il capitale liquido il più possibile nelle sue casse, prima di “restituirne” una parte ai propri creditori. Questo perché il “capitale”, ovvero i soldi, sono un valore di vitale importanza per le aziende.
Se trasliamo questo concetto sul web i debitori diventano i siti web da cui ottenere dei link, mentre i creditori sono i siti web verso cui destiniamo altri link. Il valore è quello attribuito dai motori di ricerca (in particolare da Google) al rapporto tra link in ingresso e link in uscita.
Quindi, se un sito web riesce ad ottenere un gran numero di link ingresso (inbound link) riducendo al minimo i link in uscita (outbound link), riuscirà a preservare gran parte del valore ricevuto. Questo fenomeno è direttamente collegato al concetto di PageRank per il quale, appunto, il “valore” di una pagina web (agli occhi di Google), emerge dal rapporto tra i link in ingresso e quelli in uscita, e dal valore stesso di questi.
Il numero (e il valore) dei link ricevuti però influisce direttamente sul PageRank, ma da un punto di vista semantico ricopre altrettanta importanza il “cosa” è linkato. Il termine che su un sito esterno viene utilizzato come link verso un nostro sito è cioè altrettanto importante quanto il link stesso.
In pratica un conto è chiedere al web master di un sito la cortesia si dirigere un link verso un nostro sito, un altro conto è chiedergli pure che termini desideriamo che sia linkato. Quando parliamo di ottimizzazione, questo secondo fattore non deve dunque essere lasciato al caso, o alla decisione arbitraria del web master di un sito, ma deve invece essere studiato in maniera scientifica coerentemente con le keyword su cui si sta già operando.
Il posizionamento dei siti web nei risultati di Google su determinate chiavi di ricerca avviene principalmente grazie alla link popularity. Se un certo numero di utenti dirige un link verso un determinato sito, usando la medesima parola o frase, Google “ritiene” questa frase molto popolare, e dunque considera che il sito oggetto dei link meriti più di altri le posizioni più alte.
Se si ottiene un certo numero di link, tutti con i medesimi termini, come illustrato nella figura seguente, la link popularity del sito di destinazione crescerà notevolmente per il termine indicato: “Manutenzione mountain bike”.
La link popularity, insieme a un alto PageRank, sono due cose che gli esperti SEO ricercano con molta attenzione, perché possedere questi due valori significa sostanzialmente avere un sito posizionato molto meglio rispetto ad altri.

È però fondamentale sapere che questo metodo non funziona in modo perfetto in tutte le situazioni.
Google opera un riscontro di validità tra i contenuti segnalati nei vari siti web e quelli del sito web di destinazione, per evitare l’utilizzo scorretto di questa tecnica.
Se non viene trovata una corretta corrispondenza (e dunque si sta cercando di forzare la link popularity), il metodo non funziona. Quanto appena visto deve quindi ancora una volta mettere in luce una cosa: quando si richiede a un webmaster l’inserimento di un link diretto verso un nostro sito, è fondamentale indicargli quale termine di preferenza (coerente con le keyword della pagina) si desidera che venga inserito. Va evitato assolutamente il collegamento con frasi del tipo “visitate il sito”, “andate alla pagina”, “collegatevi qui”, e cose del genere, poiché non aggiungono alcun valore semantico e soprattutto non partecipano alla definizione della link popularity.
Nel 2003 il sito web della casa bianca, e precisamente la pagina dedicata a George Bush, fu al centro di un fenomeno che prese il nome di “Google bombing”. Un numero imprecisato di utenti misero un link diretto sulla pagina del presidente, usando il termine “miserable failure”, che tradotto in italiano significa “un totale fallimento”. Dopo qualche tempo, cercando la frase “miserable failure” su Google, la prima pagina mostrata era proprio quella di George Bush. Questo accadde poiché l’algoritmo destinato al calcolo della link popularity di Google, non era al tempo capace di fare anche un riscontro dei contenuti. Dopo circa due anni, l’algoritmo fu corretto, e Google mise fine a questo e altri fenomeni di Google bombing.

Avete mai provato a digitare i termini “click here” su Google? Scoprirete che il primo sito che emerge dalle ricerche è il sito di Adobe America, e specificatamente viene mostrata la pagina web da cui è possibile scaricare Adobe Reader, il player che consente di leggere i documenti PDF. Per quale motivo ciò accade? Siamo di fronte a un caso estremo di link popularity.
In sostanza i siti di tutto il mondo offrono documenti PDF da scaricare ai propri utenti, e per facilitarne la lettura indicano spesso a questi che, se non dispongono di Adobe Reader, lo possono scaricare dal sito Adobe. Normalmente la formula è proprio “click here to download Adobe Reader”. Poiché dunque c’è un numero elevatissimo di link che puntano alla pagina di download del sito Adobe, Google pensa che il miglior risultato da servire agli utenti quando cercano “click here” sia proprio la pagina di Adobe! Siamo dunque di fronte a un caso di estrema link popularity.

Tags: ottimizzazione, SEO, trovabilità

Lo scopo dell'usabilità è quello di minimizzare questi costi, e si preoccupa di progettare artefat

Come organizzare tutte le informazioni (tante ed eterogenee) sulla città? e che strumenti di ricerc

L’utilizzo del web 2.0 nella didattica può servire per aggiornare ed arricchire le materie tratta

Cari lettori, care lettrici, da oggi UXMagazine chiude e smetterà di pubblicare artcoli sulla user

Cari lettori, care lettrici, da oggi UXMagazine chiude e smetterà di pubblicare artcoli sulla user